Sommario Numero4 AnnoII

Numero 4 - Anno II
Ottobre - Dicembre 2014

ISSN 2372-7500

 

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Lettera dall'editore

Gentili lettrici e lettori,


 
Sono lieto di annunciarvi che il quarto e ultimo numero del 2014 di Luci e Ombre è pronto per essere acquistato. In questo numero troverete quattro saggi sul cinema contemporaneo e uno sul cinema come ambasciatore di dialogo per la pacificazione mondiale. Gian Piero Brunetta, storico del cinema, nel suo saggio, Cinema e diplomazia universale, analizza il ruolo avuto dal cinema nel riabilitare l’Italia dopo la seconda guerra mondiale e discute approfonditamente il ruolo del cinema come stumento e pensiero utopico per la pacificazione mondiale, iniziativa che in Italia portò alla nascita della Mostra del cinema di Venezia che il critico definisce:

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Antonio C. Vitti

Cinema italiano contemporaneo


Cinema e diplomazia universale, di Gian Piero Brunetta

Ringrazio gli organizzatori di questo incontro, che mi auguro possa essere il trampolino per futuri studi e lavori dedicati al cinema come agente di diplomazia culturale - magari promossi ancora dall’ISPI - terreno in cui cui finora si è fatto ben poco.
Anche se su questo tema si comincia a riflettere fin dalla metà degli anni venti.
Mi servo subito, a questo proposito, delle parole di Charles Pathe nel 1926 alla vigilia della creazione in Italia dell’Istituto della cinematografia educativa, organo della Società delle Nazioni e, a mio parere, primo tentativo d’uso diplomatico del cinema da parte di un organismo internazionale: ...continua a leggere

 

Declinazioni provinciali e globali di Livorno nel cinema di Paolo Virzì , di Meris Nicoletto

Introduzione
Quando Paolo Virzì debutta alla regia con La bella vita (1994) siamo quasi nel pieno degli anni Novanta, in cui da un lato si sono prodotte commedie con budget limitati, ma con velleità autoriali anche legittime: Turné (1990) di Gabriele Salvatores, Chiedi la luna (1991) di Giuseppe Piccioni, Vito e gli altri (1991) di Antonio Capuano, Il ladro di bambini (1991) di Gianni Amelio, Verso Sud (1992) di Pasquale Pozzessere, Il grande cocomero (1993) di Francesca Archibugi, Bonus malus (1993), di Vito Zagarrio, Senza pelle (1994) di Alessandro D’Alatri, L’amore molesto (1995) di Mario Martone, La seconda volta (1995) di Mimmo Calopresti, Vesna va veloce (1996) di Carlo Mazzacurati, Mery per sempre (1988), Ragazzi fuori (1990) di Marco Risi e Ultrà (1991) di Ricky Tognazzi ...continua a leggere

 

Tornatore: l’immagine dominante in Nuovo Cinema Paradiso, Malèna e La migliore offerta, di Stefano Socci

Un destino antico
Tornato a Giancaldo, in Sicilia, per partecipare al funerale di Alfredo (Philippe Noiret), il maturo Salvatore Di Vita, detto Totò (Jacques Perrin), firma un autografo in un bar (è un noto regista cinematografico), poi guarda verso l’esterno e, per l’emozione, il bicchiere gli sfugge: la caduta viene rallentata, marcando una sospensione che ci conduce a un’immagine di trent’anni prima. Fuori dal bar, Elena (Agnese Nano), la ragazza che ha molto amato, gli appare identica – bella, bionda, giovane e sorridente – mentre, per lui, il tempo non è trascorso invano. Questa breve scena di Nuovo Cinema Paradiso (1988) è il prologo di una singolare investigazione che culmina nell’incontro fra ...continua a leggere

 

Listening to the Invisible: Re-establishing Personhood in Migrant Documentary Film, di Cara Takakjian

On December 13, 2011, two Senegalese street vendors were shot and killed by a far-right extremist in the Piazza Dalmazia market in Florence. The attacker then shot and wounded three more Senegalese traders in the San Lorenzo market, before killing himself as police closed in. The shootings added to a growing list of race-related attacks in Europe over the past ten years, including notable incidents in Sweden, Belgium, Norway and the UK. On December 14, 2011, an Italian sociologist living in Senegal, Chiara Barison, sat in the central market in Sandaga, Dakar and distributed a letter to the Senegalese community, asking forgiveness for the atrocious act: “A tutti i miei fratelli e sorelle senegalesi chiedo scusa. Vi prego di perdonare. Di ...continua a leggere

 

Appearances and Disapperances: Berlusconi’s Dictating Images, di Pasquale Verdicchio

The end of the first decade of this 21st century left a definitive mark of the times on the Italian political landscape. On November 13, 2011, President Giorgio Napolitano appointed Mario Monti to guide an appointed technocratic government to replace Berlusconi’s videocracy, in what turned out to be a series of unelected, patchwork governments. The “apparent” resignation of a prime minister who preferred to be called “president” might suggest that the depths of appearances have yet to be plumbed in this series of events. Berlusconi’s much touted end was not the first but simply another disappearance to be followed by another re-appearance. The shift from democracy to videocracy was ...continua a leggere

 

Cinema e letteratura
Il giorno degli assassinii
, di Carlo Bernari



Copertine edizioni romanzo, ...continua a leggere
 

La fantasia come testimone a difesa, di Silvana Cirillo

La fantasia come testimone a difesa: così Giacomo Debenedetti sottotitolava il suo pezzo sul nuovo romanzo di Carlo Ternari uscito il 2 marzo 1981 sul Corriere della sera. Il romanzo di Bernari nato da un triplice omicidio, era il titolo. In realtà Bernari si scherniva sin dalle prime pagine del libro, e dall’avvertenza di apertura, prendendo le distanze da qualunque fatto reale e riconducibile al suo, a partire - dunque - dal fattaccio di via Caravaggio: misterioso triplice delitto del 1976 in cui fu sterminata una famiglia intera, compreso ili cagnolino, senza apparente movente ...continua a leggere

 

Il «caso Zarrelli» e Il giorno degli assassinii di Carlo Bernari, di Enrico Bernard

Nel dicembre del 1978, durante una cena Bernari parlò del caso Zarrelli agli ospiti, il giudice-scrittore Dante Troisi, autore del Diario di un giudice del 1955, e l’avvocato Domenico De Marsico. Troisi incoraggiò Bernari a «rimboccarsi le maniche e a sporcarsi le mani, anche se di sangue, con la realtà: basta voli pindarici e letteratura per signore. Qui ci vuole qualcuno che prenda per le corna il tema della violenza e questo qualcuno sei tu». L’avvocato De Marsico allora se ne uscì con un colpo a sorpresa: «ma lo sai che mio zio a Napoli è stato incaricato come consulente in corte d’Assise dalla famiglia Zarrelli per la storia del Mostro di Napoli? ...continua a leggere

 

Rassegna stampa, ...continua a leggere
 

Sceneggiatura: Il giorno degli assassinii dal romanzo Carlo Bernari, sceneggiatura di Enrico Bernard


1 - ESTERNO GIORNO
(mentre scorrono i titoli di testa)

La corsa di un’autocisterna dei pompieri sulla Tangenziale. L’autocisterna raggiunge il luogo dell’incendio.
Un edificio fatiscente della zona industriale è in fiamme. Cominciano le operazioni di spegnimento.
Domato l’incendio, i pompieri si fanno largo tra le macerie fumanti. Su una brandina i resti carbonizzati di un uomo.

2 - ESTERNO SERA
Traffico caotico.
È uno strombazzare continuo di clacson che ...continua a leggere

 

 
Archivio fotografico, ...continua a leggere
 

Recensioni di film


Il giovane favoloso, di Mario Martone, di Gino Tellini

Il film di Mario Martone, Il giovane favoloso, all’occhio d’un leopardista può suscitare qualche perplessità. Di tipo cronologico: per esempio, il Dialogo della Natura e di un Islandese è introdotto nel film molto più tardi di quanto richiede invece l’effettiva cronologia (l’operetta è del 1824, e precede il primo viaggio a Firenze). Di tipo narrativo: è chiaro che al regista spetta una scelta personale di momenti, episodi, situazioni, ma non si capisce perché il soggiorno a Roma di Giacomo sia ridotto ai minimi termini (e la tomba del Tasso? e i giudizi sulle ragazze romane?), perché i soggiorni pisani e bolognesi siano cassati (come del resto il soggiorno a Milano) e invece il periodo napoletano sia così insistentemente rappresentato ...continua a leggere

 

Interviste


Giovanni Calcagno: fra cinema e teatro, di Veronica Vegna

Veronica Vegna: Perché hai deciso di fare l’attore?
Giovanni Calcagno: Non credo di aver deciso di fare l’attore, penso che la Vita me lo abbia proposto e io abbia di conseguenza fatto in modo che questa divenisse quella che si dice una “scelta di Vita”. Quando ero bambino, alle scuole elementari, durante l’anno scolastico preparavamo uno spettacolo che poi veniva rappresentato in una bella saletta con un palco, davanti a tanti spettatori. Il periodo delle prove era lungo e laborioso. Credo che quello sia stato per me un inizio che mi ha segnato profondamente ...continua a leggere

 

SPECIALE
Nuovi registi a cura di Antonio Vitti


Incontro con Fred Kowornu, di Antonio C. Vitti

Fred Kuwornu è un attivista-produttore-scrittore-regista italiano-ghanese, nato e cresciuto in Italia. Si è laureato in Italia con una laurea in Scienze Politiche e Mass media e da Bologna si è trasferito a Roma dove ha iniziato a lavorare come uno sceneggiatore di show televisivi per RAI 1. Si interessa a questioni di etnia, identità nazionale e multiculturalismo nell’Italia contemporanea. Kuwornu ha anche affrontato questi argomenti nel documentario 18 IUS SOLI. Il documentario segue la vita di 18 giovani adulti nati e cresciuti in Italia da genitori provenienti dall’Africa, Asia e America Latina. ...continua a leggere

 

Recensioni di libri


Recensione sui Baci mai dati e altre storie: il cinema irriverente di Roberta Torre, di Lisa Dolasinski

Introduzione
Tano da morire. Un film cult ormai conosciuto in tutto il mondo che ha segnato l’inizio della carriera di Roberta Torre—regista, sceneggiatrice, e oggi, produttrice italiana—e che ha mostrato l’Italia meridionale in un modo nuovo. L’obiettivo della Torre di fare conoscere allo spettatore il Sud nel suo complesso, invece delle solite rappresentazioni stereotipate, ha portato la regista a trascorrere quindici anni infilandosi nella vita di delinquenti, mafiosi, prostitute, parrucchieri, truffatori e molto altro. Sono queste esperienze che hanno permesso alla Torre di esplorare con forza le problematiche specifiche legate ...continua a leggere

 

The Time of our Lives: Dirty Dancing and Popular Culture - a cura di Yannis Tzioumakis e Siân Lincoln, di Sara Dallavalle

«I’ve had the thyme of my life» è il sintomatico gioco di parole con cui si apre questa raccolta di saggi incentrati suun film cult degli anni Ottanta: Dirty Dancing. L’introduzione di Yannis Tzioumakis, senior lecturer in media e communication studies all’università di Liverpool, va diretta al punto, mostrando come «I’ve had the time of my life», celeberrima canzone del film, sia stata riadattata e utilizzata nella campagna pubblicitaria di un bagnoschiuma. L’episodio dimostra banalmente quanto forte sia ancora l’influenza di Dirty Dancing nella cultura popolare, e fornisce il pretesto ideale per la pubblicazione, a venticinque anni dalla sua distribuzione, di un volume monografico su un film da molti considerato di “serie B” ...continua a leggere