Sommario Numero3 AnnoII

Numero 3 - Anno II
Luglio - Settembre 2014

ISSN 2372-7500

 

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Lettera dall'editore

Gentili lettrici e lettori,


 
Sono lieto di annunciarvi che il terzo numero del 2014 di Luci e Ombre è pronto per essere acquistato. Nel perseguire il proposito di trattare sempre argomenti nuovi, senza dimenticare il passato, questo numero affronta molteplici aspetti che riguardano il nuovo documentario italiano, offrendo anche un articolo su Ermanno Olmi e uno sul primo film di Nino Manfredi, insieme a interviste a Giovanna Taviani, Agostino Ferrente e Giovanni Pincigalli, documentaristi che hanno contribuito all’evoluzione del nuovo documentario.

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Antonio C. Vitti

Documentario italiano contemporaneo


Italia anni trenta: gli inizi del documentario, di Orio Caldiron

Se la storia la facessero i romanzi, L’italiano di Mussolini di Mario Carli, il «Romanzo dell’Era Fascista» uscito nel dicembre 1930 e oggi completamente dimenticato, avrebbe più di un titolo per suggerire l’atmosfera dell’epoca, sia pure attraverso l’affabulazione di un genere a cui tutto è permesso: «È una trama ricca e complessa di ...continua a leggere

 

Di alcune tendenze del documentario italiano nel terzo millennio, di Marco Bertozzi

Caro Antonio,
ti invio il contributo scritto un paio di anni fa per una rassegna pesarese sul documentario italiano. Spero ti sia utile, si tratta di un tentativo di fotografare alcune linee della frastagliata onda generatasi negli anni Novanta ed esplosa nel decennio successivo. Un’onda che ha contribuito a cambiare il cinema italiano contemporaneo, pur se la battaglia è ancora aperta e le resistenze alla comprensione di questo cinema sono ancora forti. Ricordo, ad esempio, la mancata inclusione del documentario in ...continua a leggere la lettera

 
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Il sacro, il riscatto, la perdita dell’anima. L’Italia del Nord-Est nel documentario cinematografico dal dopoguerra al miracolo economico, di Gloria Zerbinati

Considerato per lungo tempo una forma ancillare, un surrogato del «vero» cinema - quello di finzione - il documentario è rimasto per molti aspetti un territorio vergine, scarsamente esplorato, quantomeno ai fini di ricerche che pongano a obiettivo l’individuazione di elementi determinanti per una più esaustiva comprensione dei mutamenti avvenuti in Italia dal secondo dopoguerra agli anni del boom economico ...continua a leggere

 

Quando Tornatore era Peppuccio, di Ninni Panzera

La fotografia come telemachia, prima educazione artistica.
Prima con la macchina fotografica avuta in prestito da Mimmo Pintacuda, poi con una propria regalatagli dal padre, Peppuccio Tornatore - tra i dieci e i diciotto anni - cattura tutto quanto di Bagheria attiri la sua attenzione: volti, espressioni, atteggiamenti, situazioni, contesti urbani e sociali, cogliendo “i deittici di un mondo contrassegnato dalla ...continua a leggere

 

Il sol dell’avvenire: narrare il terrorismo, di Maura Bergonzoni

La prolifica produzione cinematografica sul terrorismo italiano e i successivi dibattiti e polemiche all’uscita di ogni film riflettono la fatica di confrontarsi con la tragicità e complessità di questo periodo storico. In occasione della prima del film documentario Il sol dell’avvenire di Gianfranco Pannone e Giovanni Fasanella alla sessantunesima edizione del festival di Locarno (2008), importante manifestazione per il documentario d’autore, l’ex ministro ...continua a leggere

 

Il mondo del Mediterraneo attraverso la cinepresa di Giovanna Taviani, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Il Mediterraneo è un mondo di miti e realtà, luogo di passaggio dove dei ed eroi ne hanno attraversato le acque e toccato le sponde. Per la Storia il Mediterraneo è testimone di civiltà diverse che hanno visto qui la loro grandezza e la loro fine. È un luogo fitto di superstizioni e di paure, di spiriti che ne popolano le sponde: gli spiriti dell’aria che arrivano con le folate di vento per proteggere, le streghe della notte per ...continua a leggere

 

Cinema, Cronaca e Attualità


Olmi tra cronaca e poesia, di Sebastiano Lucci

Tra i registi italiani che si sono maggiormente contraddistinti durante la loro carriera per la continua ricerca, e allo stesso tempo continuità, Ermanno Olmi occupa un posto di assoluto rilievo nel panorama del cinema italiano.
Autore poliedrico, ha realizzato infatti opere per la televisione, cortometraggi, documentari industriali, e lungometraggi collaborando tra gli altri con Pier Paolo Pasolini, Goffredo Parise e Mario Rigoni Stern, fino alla creazione di quella “scuola” ...continua a leggere

 

Italiani nel mondo


Incontro con Agostino Ferrente e Giovanni Princigalli, di Mauro Sassi

Mauro Sassi: Siamo a Montreal, una città multiculturale e multietnica, i cui abitanti sono spesso immigrati di prima o di seconda generazione, e allora non sembra troppo strano vedere riuniti in questo incontro, organizzato da Luca Caminati e dall’Università Concordia, due registi italiani, uno ormai trasferitosi in Canada da tempo, Giovanni Princigalli, uno di passaggio, Agostino Ferrente. Parliamo di queste vostre radici ...continua a leggere

 

Cinema e letteratura


Il riscatto: incontro con Giovanna Taviani, a cura di Antonino Riggio e Antonio Vitti

«Il documentario è davvero molto bello, invita a tante riflessioni, così come i rapporti con il film La notte di San Lorenzo. Il montaggio, con le scene del film e le scene dedicate al paesaggio intorno a San Miniato, il carcere di Arezzo dove Striano viene portato: i motivi di interesse sono davvero molti. Ed interessante anche quel riferimento all’avvenimento storico dell’esplosione del duomo di San Miniato e quella conversazione degli anziani sanminiatesi che parlano delle diverse interpretazioni.
Che peso hai dato alla conversazione di quegli anziani sanminiatesi sugli effettivi responsabili di quell’eccidio?».

 

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«Volevo farle una domanda sul ruolo dell’arte e del cinema nella vita di Salvatore e dei detenuti. Secondo lei, visto che Salvatore è stato “salvato” dalla cultura e dall’arte in generale, quest’ultime potrebbero salvare anche altri detenuti o Salvatore è un caso eccezionale? Crede appunto che l’arte e la cultura possano essere un mezzo di salvezza e di redenzione per queste persone?»

 

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Interviste


Uno sguardo sul cinema: Marcello Mazzarella, di Veronica Vegna

Veronica Vegna: nella tua carriera cinematografica, hai lavorato con molti registi. Potresti descrivere la tua esperienza nel lavorare con alcuni di loro? Ci sono dei registi con cui ti sei trovato più in sintonia rispetto ad altri? Per quale ragione?
Marcello Mazzarella: Raoul Ruiz è stato un regista con cui ho lavorato in armonia e sintonia. Me lo porto nel cuore ed è stato per me un padre artistico ...continua a leggere

 

Maestri del passato


Joseph Campbell e Benedetto, l’eroe ciociaro, di Elisa Saturno Paasche

Nel 1971 Nino Manfredi decide di fare un film su sé stesso e sul suo rapporto con la religione e Dio. Alla soglia dei cinquant’anni si cimenta con la sua seconda regia. Nessuno vuole produrre questo copione così drammatico e che ritrae un Manfredi così serio in confronto al Nino Manfredino di Ceccano, a tutta una carrellata di personaggi più o meno profondi ma sempre con una costante comica. I produttori hanno paura che un Manfredi serio non possa fare grandi incassi. Si sbagliano, ma ci vorrà ...continua a leggere

 

SPECIALE
Maestri di cinema, a cura di Antonio Vitti


Una visione del mondo e del documentario: incontro con Giovanna Taviani, di Antonio C. Vitti

Vitti: Che significa per te fare cinema?
Giovanna Taviani: il cinema per me è una finestra aperta sul mondo non un esercizio di stile. Film come Paisà, Germania anno zero, La terra trema hanno raccontato al mondo le macerie del nostro paese mentre inventavano un modo nuovo di fare cinema. Voglio dire che per me fare cinema è prima di tutto fare politica culturale. Per questo quando gli studenti mi chiedono come si fa il cinema, io rispondo che un film non si fa senza ...continua a leggere

 

Recensioni di film


Il capitale umano, di Paolo Virzì, di Enrico Bernard

Il capitale umano di Paolo Virzì è un’opera che si distingue in primo luogo per la qualità della “scrittura”. Le virgolette servono a sottolineare questa particolarità che negli ultimi tempi si è un po’ smarrita nel cinema italiano. Una carenza o debolezza drammaturgica che ha portato la nostra produzione al di sotto dell’elevato standard della tradizione cinematografica del nostro Paese.
Naturalmente non sono in discussione le idee, gli spunti, i soggetti: anzi, le idee ci sono e sono pure ...continua a leggere

 

Recensioni di libri


Rosso Istabul, di Ferzan Özpetek, di Jülide Etem

La cosa più importante nella vita è l’amore. Questa è la tesi del regista turco, Ferzan Özpetek che racconta una storia d’amore nel suo primo libro, Rosso Istanbul, pubblicato nel 2013. Özpetek descrive gli amori vissuti, osservati e letti in una maniera che mostra la sua capacità di analisi della vita attraverso l’amore. Nel descrivere l’amore fa uso di una sintassi e di un lessico piuttosto semplici. Attraverso le numerose descrizioni il testo assume l’aspetto di un libro composto da ricordi. In Rosso Istanbul, Özpetek mostra come l’amore sia l’unica cosa che rimane in un mondo dove ...continua a leggere