Sommario Numero2 AnnoII

Numero 2 - Anno II
Aprile - Giugno 2014

ISSN 2372-7500

 

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Lettera dall'editore

Cari lettori di Luci e Ombre,


 
sono lieto di annunciare la pubblicazione del II numero del 2014 della nostra rivista online. Nella prima parte di questo numero,

Cinema italiano contemporaneo

, troverete sei saggi su La grande bellezza di Paolo Sorrentino. L’idea di pubblicare una sezione di interventi divisi tra pareri positivi e negativi precede la conquista del premio Oscar da parte del film di Sorrentino, era nata dopo la controversa accoglienza della critica italiana. I saggi scelti olte a concentrarsi sulla vasta cultura letteraria e cinematografica sottostante al film, lo analizzano concentrandosi sul testo stesso e sulle immagini e sui rimandi socio-politici.

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Antonio C. Vitti

Cinema italiano contemporaneo
Speciale su La grande bellezza, di Paolo Sorrentino


La grande bellezza che non c’è, di Margherita Ganeri

Il prestigioso riconoscimento ha sollecitato un tripudiante onor di patria, un entusiastico rigoglio di orgoglio tricolore, ma non ha placato le stranezze di una ricezione nazionale controversa, che ha continuato a essere tale, se non è addirittura peggiorata, dopo la vincita dell’agognato ...continua a leggere

 

Il grande dis/inganno o la dissimulazione del grottesco, di Bruno Roberti

1. Una genealogia grottesca
Che del grottesco si possa delineare nel cinema italiano una genealogia lo si vede fin dalla tipologia commedica degli anni Trenta, laddove comincia a disegnarsi una sorta di ossessione del doppio, dello scambio di persona, del gioco di maschere nude, o del rapporto maschera/volto di matrice pirandelliana, da un lato, e di ascendenza novecentista, dall’altro ...continua a leggere

 

Su La grande bellezza, di Romano Luperini

La grande bellezza è un film indubbiamente di qualità. Non un capolavoro, ma un buon film. Ottimo attore protagonista, ottima fotografia, ottimo ritmo cinematografico che rende piacevole la visione.
Il suo argomento è la corruzione presente, la crisi morale e civile di Roma e dell’Italia d’oggi, e il rimpianto per un passato splendido e tramontato per sempre ...continua a leggere

 

Il trionfo tutto italiano del nichilismo di massa, di Marco Gatto

Lo ha detto con chiarezza Ermanno Rea in un libro di qualche anno fa: l’Italia appare oggi abitata non da cittadini consapevoli, ma da sudditi deresponsabilizzati, i quali, pronti a chinare il capo di fronte al potente di turno, hanno smesso di esercitare i loro diritti, a beneficio del loro solipsistico e privato interesse di parte. E questa Italia, fatta di lobbies e di cordate, di furbetti del quartierino e di potentati occulti, rischia oggi di ...continua a leggere

 

Causarum cognitio: La grande bellezza di Sorrentino, di Stefano Socci

1. Bellezza, tempo, viaggio
Jep Gambardella (Toni Servillo), sessantacinquenne elegante, giornalista e scrittore in cronica latenza d’ispirazione, segue l’amico Stefano per visitare un palazzo romano (in cui tre anziane principesse stanno giocando un’emblematica partita a carte) e il suo magico giardino segreto dove, per un attimo, s’incanta nella contemplazione dei pini sotto la luna. Un discorso su La grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino può partire anche da qui ...continua a leggere

 

La grande bellezza e la decadenza italiana, di Alessandro Tarsia

In Italia si va avanti a ventenni: vent’anni di fascismo, vent’anni di berlusconismo. Erano quasi vent’anni che un film italiano non vinceva un Oscar: il film di Sorrentino, fra le altre cose, spiega bene perché. La grande bellezza è un film sulla decadenza dell’Italia: un tracollo economico, culturale e, soprattutto, umano. Il regista è stato giustamente paragonato a Fellini: oltre che dalle ...continua a leggere

Cinema, Cronaca e Attualità


Commodification and its discontents: Benigni’s Il mostro, di Umberto Taccheri

A journalist once asked Roberto Benigni in what way his film Il mostro was related to the mostro di Firenze, and he replied:”Pacciani non c’entra assolutamente niente. Questa è una commedia senza nessun riferimento alla cronaca. E poi non è che se faccio un film intitolato Il Bischero dev’essere per forza un film su Berlusconi.” In this article I argue that Benigni’s answer does indeed point ...continua a leggere

 

Italiani nel mondo


A Self-Reflective Study of a Minute Life Series in the Digital Age, di Anthony Cristiano

This self-reflexive study by a Canadian filmmaker and film scholar, of Italian background, on the aesthetic character and significance of A Minute Life series — which began in 2009 — aims to interrogate the theory and praxis of A Minute Life project in the historical and theoretical contexts pertaining to the development of moving-images into the digital age. The considerations herein will summon ideas and arguments across a ...continua a leggere

Cinema e letteratura


Novelistic Westerns of the 50’s, di Flavia Brizio-Skov

Bazin was one of the first critics to appreciate the western genre, a true pioneer in this sense. He examined the evolution of the genre and defined the post-war production as a western “that would be ashamed to be just itself, and look for some additional interest to justify its existence – an aesthetic, sociological, moral, psychological, political, or erotic interest;” he also identified the Second World War as the factor that triggered such a ...continua a leggere

Interviste


Dietro Mare chiuso: un incontro con Stefano Liberti, di Veronica Vegna

Dopo la strage di Lampedusa dell’ottobre scorso, intervistare Stefano Liberti, giornalista del quotidiano «il manifesto» e regista con Andrea Segre del documentario Mare chiuso (2012), fa un certo effetto. Le parole di Stefano Liberti riguardo a questo film sui respingimenti degli immigrati africani da parte del governo italiano richiamano alla mente le immagini strazianti di quei tanti corpi senza vita recuperati nelle acque del Mediterraneo. ...continua a leggere

Maestri del passato


La profonda leggerezza di Luciano Emmer, di Barbara Ottaviani-Jones

Luciano Emmer, classe 1918, milanese di nascita, romano d’adozione come molti registi dell’epoca, inizia con cortometraggi documentaristici nel 1938 molti dei quali ispirati da pittori famosi. La passione per i documentari lo accompagnerà anche dopo il suo passaggio ai lungometraggi, determinato dall’incontro con uno dei più importanti sceneggiatori del tempo, Sergio Amidei, con cui instaurerà uno stabile sodalizio che durerà fino al 1961. Nei suoi primi lungometraggi si può notare l’introduzione di ...continua a leggere

SPECIALE
Maestri di cinema, a cura di Antonio Vitti


Incontro con Francesco Rosi, di Antonio C. Vitti

Vitti: Volevo brevemente soffermarmi su quelli che ritengo gli aspetti più importanti del film La tregua e non tanto del testo di Primo Levi.
Penso che sia molto difficile per un regista tradurre un’opera come quella di Levi in film, perché l’argomento trattato, rappresenta uno dei momenti più dolorosi della storia umana: l’Olocausto. Rileggendo ...continua a leggere

Recensioni di film


La grande bellezza, di Paolo Sorrentino, di Enrico Bernard

Dopo l’Oscar non si è parlato d’altro nel web. Come nel caso di Dario Fo vincitore del Nobel, se ne sono sentite di tutti i colori sul film di Sorrentino: pro e contro, di traverso e di bolina, di poppa e di prua, insomma il boma del discorso sembrava un ago della bussola impazzito in una tempesta magnetica! Fatto sta che all’improvviso, gli italiani in massa si sono messi a decantare, a stroncare, a incensare e allo spaccare i capelli in ...continua a leggere

Recensioni di libri


Sardinia on Screen. The Construction of Sardinian Character in Italian Cinema di Urban Maria Bonaria. Rodopi, Amsterdam – New York 2013, di Alessandro Marini

Uno degli strumenti più efficaci, nell’analisi comparata dell’opera d’arte, è indubbiamente dato dall’imagologia, disciplina aperta, per sua natura, all’osservazione orizzontale e allo studio relazionale. Nella prospettiva imagologica, si fondono infatti uno sguardo di natura estetica, volto all’interpretazione degli aspetti concettuali, stilistici ed espressivi delle singole opere, e una dimensione antropologica, sociologica e psicologica, che indaga le ...continua a leggere