Sommario Numero1 AnnoIV

Numero 1 - Anno IV

Primavera 2016
ISSN 2372-7500

 

numero1_annoIV

Lettera dall'editore

Care lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
con il numero primavera 2016 dedicato ai Grandi Film e a Cinema e Storia si offrono saggi che spaziano su argomenti diversi e su questioni inedite. Nel primo saggio:
Roma come Vienna: L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento di Carlo Coen
Il saggio affronta la “autorialità” di Argento sotto molteplici punti di vista attraverso un’attenta analisi del primo film del regista che pur conservando la struttura narrativa del giallo mostra la sua autorialità.

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Antonio C. Vitti

Grandi film e cinema e storia


Roma come Vienna: L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento, di Carlo Coen

Le migliori opere di Dario Argento dominano il decennio 1970-1980 e non è certamente casuale che la maggioranza dei contributi a lui dedicati si incentrino sul suo primo decennio di produzione; la letteratura critica, che si è spesso accompagnata a numerosi libri-intervista, lo ha classificato molto di frequente come auteur nel senso proprio del termine: i film di Argento sono ampiamente riconoscibili e l’impronta del regista, che esercita un profondo e totale controllo su di essi, pervade l’intera sua opera.
Che si possa o no parlare in modo convenzionale di “Autore”, dunque, quello di Argento è di certo un mondo coerente, riconoscibile al primo sguardo, popolato com’è di gesti rituali ricorrenti, di ossessioni reiterate, di costanti riconoscibili che a volte “confondono” i film del Nostro in un grande magma compatto (Zagarrio 19). ...continua a leggere

 

A Woman, A History, A Movie: Ida Dalser’s Tragic Resistance From History To Film, di Marianna De Tollis

In 2009, the Italian movie director, actor, and screenwriter, Marco Bellocchio, decides to bring to life, on the big screen, an historical yet political movie entitled Vincere; the only Italian movie that would be presented for an Award at the festival of Cannes in the spring of the same year. Bellocchio decides to present an atypical historical/political account in which he focuses not on the life-story of the fascist leader, Benito Mussolini (Filippo Timi), but rather on that of a mysterious/forgotten woman, Ida Irene Dalser (Giovanna Mezzogiorno), who claimed, “again and again,” to be the first wife of the Duce. This woman is, according to Natalia Aspesi, “quella Ida Dalser che [Mussolini] avrebbe poi sposato (forse) con matrimonio religioso in 1914” – “that Ida Dalser whom [Mussolini] will eventually marry (perhaps) with a religious ceremony in 1914” (La Repubblica). ...continua a leggere

 

Dov’è la libertà? Roberto Rossellini e il fantasma della Shoah, di Vincenza Iadevaia

Per molti anni, il silenzio intorno alla questione ebraica, diventa per il cinema italiano assordante e insormontabile. In relazione all’Olocausto, sarebbe doveroso chiedersi in che posizione si colloca la produzione cinematografica di Roberto Rossellini. L’assenza di un dibattito intorno alla tragedia degli ebrei, alla loro deportazione, e allo sterminio di massa, fa da sfondo, infatti, non solo alla società italiana degli anni post-guerra, ma anche al mondo del cinema. Nell’analizzare la cinematografia del regista romano, pur emergendo da essa una profonda e lucida attenzione agli eventi, alla storia e alle tragedie, qualcosa sfugge, o perché non tutto è possibile raccontare o perché anche quel cinema che può raccontare il reale, in realtà ha i suoi limiti. Il silenzio che avvolge la questione ebraica, colpisce, infatti, lo stesso Rossellini che sembra non voler entrare nell’argomento. Nell’episodio del film Paisà - Il Protestante e il Cristiano - la figura dell’ebreo è solo accennata, dal momento che si vuole sottolineare l’effetto esagerato delle reazioni dei monaci cristiani italiani pronti a salvarne le anime invocando la conversione. ...continua a leggere

 

Novecento tra poesia e politica: Bertolucci e il teatro popolare dei burattini, di Federico Pacchioni

Siamo nel parmense, durante lo sciopero generale agrario del 1908. I figli degli scioperanti vengono mandati a Genova dove il “Soccorso Rosso” si prenderà cura di loro. Aspettando la partenza del treno, genitori e bambini assistono a uno spettacolo di burattini in piazza. Lo spettacolo pur offrendo un ultimo momento di distrazione e di risata prima della separazione diviene anche voce del rancore collettivo verso i padroni e le autorità. Il dialogo tra Fagiolino (o Fasolino) e Sandrone, i due protagonisti in scena, sottolinea lo svolgersi dello sciopero e i motivi della partenza, e provoca il riso con gli strafalcioni di Sandrone rintuzzati dall’arguzia di Fagiolino. I burattini iniziano presto a incitare allo sciopero generale e alla rivoluzione, al che sopraggiungono due burattini carabinieri, che Fagiolino e Sandrone accolgono con sonanti bastonate. La scena attira l’attenzione di due veri carabinieri a cavallo i quali si scagliano contro il teatrino prendendolo a sciabolate, facendo esplodere il pubblico sdegnato in una sassaiola contro i militari. ...continua a leggere

 

Napoli 1799 - Napoli 1943: perché una rivoluzione fallisce e un ‘gioco da scugnizzi’ riesce, di Elisa Marani

Perché la Rivoluzione Napoletana del 1799 è fallita? E perché invece le «Quattro giornate» di Napoli del 1943 riuscirono? I due episodi azionano nella memoria collettiva una associazione di idee quasi automatica: il primo viene ricordato come il tentativo fallimentare di trapiantare in Italia l’esperienza rivoluzionaria francese dell’ ’89, mentre l’altro resta impresso come momento glorioso nella storia nazionale nella lotta contro il nazismo.
Ma è proprio cosi? Il corso della storia e il ‘destino’ dei popoli non si possono spiegare soltanto attraverso categorie storiografiche. Come nella vita dei singoli, così pure nella vita di ogni Paese, non c’è nulla di causale nel fallimento e nel successo di un accadimento, ci sono sempre delle ragioni, più o meno evidenti, che concorrono a tracciare un percorso in una direzione o nell’altra. ...continua a leggere

 

Cinema e Distribuzione


Problemi di produzione e di distribuzione in sala del cinema indipendente in Italia, di Rean Mazzone

Il 2015 viene definito dai media “una stagione memorabile per il cinema”. Secondo la società di consulenza Rentrak, il 2015 è stato l’anno in cui il cinema ha fatturato di più, con un giro d’affari di 38 miliardi di dollari in soli biglietti staccati: il dato deriva da un’analisi compiuta su 125mila schermi e 25mila cinema in 64 nazioni. In un periodo storico che vede tante alternative alla “vecchia” sala cinematografica. Questa è, in ogni caso, anche secondo i media, un’ottima notizia per il settore. Ma prima di lanciarsi in questo smodato ottimismo è bene approfondire, anche se brevemente, la cognizione di questi dati incrociandoli con altri a livello locale.
Secondo i dati ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) nel 2015 il cinema ha incassato, nelle sale italiane, 637 milioni di euro (575 milioni del 2014). Su 473 film usciti in sala nel 2015, 187 sono italiani, inclusi quelli realizzati in coproduzione minoritaria, contro i 170 del 2014. ...continua a leggere

 

SPECIALE
Sogni nel cassetto dei maestri del cinema


Il Permesso, (oppure: Il volto oltre le sbarre – il rischio ci appartiene), soggetto cinematografico di Giuseppe De Santis e Franco Reggiani, a cura di Antonio Vitti

Premessa
L’antivigilia di Natale del 1986, dieci detenute condannate a gravissime pene per fatti di terrorismo, sono uscite per quattro ore dal carcere di Torino, grazie alla nuova legge penitenziaria Gozzini. Del gruppo facevano parte la famosa Susana Ronconi, condannata all’ergastolo ed altre nove ex-terroriste di Prima Linea e delle Brigate Rosse.
Il permesso era stato accordato per consentire alle detenute di assistere allo spettacolo teatrale “Il volto oltre le sbarre,” alla cui preparazione esse stesse avevano partecipato in carcere, insieme con attori ed animatori della Cooperativa “Teatro Z” ed in quanto si tratta di ex-terroriste appartenenti alla cosiddetta “area omogenea” che raduna i dissociati dalla lotta armata.
La proposta che presentiamo (s’intende tutta da discutere e sviluppare), è quella di ricostruire, in base alle ...continua a leggere

 

Interviste


Intervista a Carlo Lizzani, a cura di Antonio Vitti

A.V.: La ringrazio di avermi concesso questa intervista. Lei oltre ad aver vissuto il neorealismo, è stato uno degli autori, ma ha anche scritto molto e riflettuto su questo discusso fenomeno. Potrebbe brevemente riassumere in che modo la sua ricerca critica si differenzia da quella degli altri critici italiani?
Lizzani: Il neorealismo è stato un movimento complesso che noi stessi italiani abbiamo negato l’esistenza, abbiamo detto che i veri film neorealisti non sono esistiti, che il fenomeno non è esistito nel senso che gli studiosi hanno poi attribuito la legittimità di neorealismo ad alcuni registi, per esempio a Visconti, oppure soltanto a Rossellini. Credo di essere stato tra i pochi ad aver mantenuto ...continua a leggere

 

Colors of Italy


Incontro con Hedy Krissane, a cura di Fred Kuwornu

Incontro Hedy Krissane prima di partire per New York per parlare dei suoi nuovi progetti ma per confrontarci anche su  questa nuova generazione di registi come lui con un background multietnico. Prima di affrontare con lui qualche domanda che cis ta a cuore in questa rubrica in cui parleremo con registi che hanno un’origine straniera o che sono arrivati nel nostro Paese da piccoli credo sia interessante raccontare il percorso di Hedy Rissane.
Hedy Krissane è nato a Tataouine, un paesino del sud della Tunisia, scelto da George Lucas, per le sue immense pianure di rocce e sabbia, come location in Guerre Stellari per il pianeta natale della famiglia Skywalker (Tatooine).
Nel 1992 si trasferisce in Italia, nella ...continua a leggere

 

Recensioni di libri


Alessandro Marini: Bertolucci. Il Cinema, La Letteratura. Il Caso “Prima della Rivoluzione”. Edizioni Falsopiano, Alessandria. 2012, di Silvia Boero

Essenziale all’analisi dei rapporti tra cinema e letteratura, ma anche ad una profonda comprensione della fenomenologia bertolucciana, il testo di Alessandro Marini offre un ottimo strumento di approccio critico, storico e metodologico, applicabile all’opera non solo di Bertolucci ma anche di altri nostri maestri.
Già dal titolo sappiamo di trovarci dinanzi ad una situazione eccentrica, inaspettata, solo appena mascherata di consuetudine. Sono anche troppi gli adattamenti cinematici di opere letterarie, soprattutto nel periodo coevo a quello del film preso in esame; e qui, infatti, non si parla semplicemente di un adattamento, seppure magistrale. Siamo davanti ad un caso, etimologicamente inteso come qualcosa che ci cade di fronte, inatteso, imprevedibile. Lucida analisi di costume, storia politica, culturale, sociale ed ...continua a leggere

 

Recensioni di film


Belluscone, una storia siciliana, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Nel 2014 esce il film di Franco Maresco, Belluscone, una storia siciliana, accolto con grande entusiasmo dal pubblico del Festival del Cinema di Venezia. Un film interessante ma di qualche difficoltà di etichettatura in quanto mentre la natura del film è di certo politica, (Maresco ritraccia lo sviluppo del legame tra Silvio Berlusconi e la mafia), la strutturazione di esso rivela invece un’affascinante inusualità.
Già dall’inizio, il film viene etichettato “non finito”, “irrealizzato” immagine alimentata anche dal dileguarsi del regista stesso. “Fermati con il materiale di ricerca e non mi cercare mi farò vivo io” comanda Maresco al suo amico e collaboratore Tatti Sanguineti, dando cosi il via a quello che io chiamo inusità filmica e che dà a questo lavoro marescano un marchio assolutamente pirandelliano. Come era stato per Pirandello che aveva negato la creazione dei Sei personaggi in cerca d’autore, cosi Maresco nega al film appena realizzato ...continua a leggere

 

Angolo risevato agli studenti undergraduate


Women in Italian Cinema A Conversation with Diana Parisi, by Alec Messino

At the VII International Symposium on Contemporary and New Trends on Italian Cinema held at Indiana University, I had the great privilege of interviewing Diana Parisi. Diana is an assistant director in Italian Cinema who been working on short films, such as the TV Short documentary 1960 I ribelli (2010). To fill you in briefly on what the film 1960 I ribelli is, it is the story of the 1960 strikes and demonstrations in Italy against the Tambroni government, supported by a post-fascist party. Diana had the opportunity to work alongside director Mimmo Calopresti and actors Giuliano Montaldo, Paolo Pietrangeli, Fernando Tambroni.
When I sat down with Diana and asked for her ...continua a leggere