Sommario Numero1 AnnoIII

Numero 1 - Anno III
Gennaio - Marzo 2015

ISSN 2372-7500

 

numero1_annoIII

Lettera dall'editore

Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
mi fa molto piacere presentarvi il primo numero del 2015 della nostra rivista e sono sicuro che apprezzerete molto la varietà dei temi affrontati. Nella prima parte troverete due saggi su come utilizzare il cinema nei corsi di lingua. Nel primo saggio Sara Mattavelli analizza come utilizzare due commedie contemporanee: Benvenuti al sud e Benvenuti al nord per far capire agli studenti stranieri le differenze culturali italiane. Nel secondo saggio, Patrizia Comello Perry presenta come utilizzare il cinema in corsi di italiano per principianti in un contesto di un “college” urbano dove gli studenti devono completare due semestri di studio di una lingua straniera.

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Antonio C. Vitti

Cinema in the Classroom


Teaching Italian through films: the use of Benvenuti al sud and Benvenuti al nord to explore products, practices and perspectives of Italian culture(s), di Sara Mattavelli

Although the 5Cs of the ACTFL Standards underline the importance of gaining “knowledge and understanding of other cultures” and the 2007 MLA Report advocates for “translingual and transcultural competence” (3), in lower division language classes, culture is often limited to blurbs in the textbook and it is likely to be the first element omitted due to time constraints. The Standards and the MLA Report do not specifically suggest how to implement these learning goals nor how to help learners attain cultural understanding; it is necessary, therefore, for language instructors, to find productive and meaningful ways to incorporate culture in the curriculum from the very beginning of language learning. In this essay, after ...continua a leggere

 

How to Teach What We Can’t Teach of the Italian Language and Culture: Totò and Zuccotti Park, di Patrizia Comello Perry

The role of culture in developing intercultural awareness in the classroom
Expanding intercultural communication in all foreign language classes is one of the primary goals of the European Community (Common European Framework for Languages: Learning, Teaching and Assessment 2001). This goal is one that can be easily adapted in the United States and foster the best environment for an increasingly multifaceted learning community. Many students already use English as a “lingua franca” (Piasecka 2011), but their culture is hidden behind the words. Today, as World Wide Web expands into our classes and becomes a valuable resource of authentic material, we have an opportunity to make students aware of the pragmatic, sociolinguistic and multiplicity of identities that exist within every ...continua a leggere

 

Cinema contemporaneo


Atopia e melodramma: il cinema europeo di Corso Salani, di Silvia Boero

Il maestro del cosiddetto mockumentary nostrano, era – come lui stesso amava definirsi – un autore dedito alla narrazione di storie globali; neppure si considerava un regista, ma un osservatore costantemente in viaggio. E tanto meno “italiano”, come lui stesso affermò in un’intervista rilasciata poco prima della sua morte improvvisa:

Spero ogni volta di entrare a far parte del paese dove vado a girare, di calarmi nei luoghi dove vado, di appartenere loro […] Non ci credo molto a sentire, per una pura casualità, un’appartenenza geografica. (Agusto e Morsiani, 7-9)

Sarebbe dunque assurdo definire europeo il suo cinema; eppure, ad un’indagine approfondita, la sua opera non ...continua a leggere

 

Zavattini e il manifesto “nascosto” del neorealismo, di Enrico Bernard

Gli studiosi non hanno finora individuato con esattezza scientifica un manifesto programmatico del neorealismo che, a causa di questa “omissione”, è stato definito ora “genere”, ora “stile”, ora “movimento”, sempre con la nebulosa aggiunta dell’attributo “soggettivo”. Così la “soggettività” del genere si è trasformata in una formula fin troppo elementare, insomma una notte in cui tutte le vacche sono grigie. Perché il neorealismo, una volta definito laconicamente “soggettivo”, verrebbe semplicisticamente ridotto alla somma di più neorealismi - e “soggettivismi”. Ogni nuova opera - un “neo” in più, con la logica conseguenza di un ...continua a leggere

 

Il sud come linguaggio, di Paola Abenavoli

Un sud sempre più protagonista, oltre il folklore. Un territorio che diviene non solo set, ma fonte di ispirazione, di narrazione, spesso al di là della parola scritta, diventando esso stesso, di per sé, materia, struttura del racconto: il territorio come linguaggio. Tutto ciò sta alla base della scoperta, o meglio della riscoperta, del sud d’Italia come luogo in cui realizzare (non solo e semplicemente ambientare) film, fiction, video, insomma più genericamente produzioni audiovisive. Una tendenza che ormai dura da oltre quindici anni e che, invece di scemare, si sta autoalimentando, dando linfa e possibilità di sviluppo ai territori stessi, ma anche e soprattutto evidenziandone aspetti poco noti, valorizzando la cultura che essi contengono e spesso ...continua a leggere

 

Cinema e letteratura


Mauro Bolognini e Il bell’Antonio: il rovesciamento dello stereotipo del Latin Lover negli anni del boom, di Meris Nicoletto

Mauro Bolognini appartiene alla categoria dei registi difficilmente catalogabili, più eredi di altri che autori dotati di una propria poetica. La vulgata l’ha considerato un «regista letterato, esteta, calligrafo, estenuato, decadente». Il suo nome insomma rievoca una presenza discreta e appartata, che non merita di essere annoverata nell’olimpo dei registi che solitamente viaggiano in prima classe, come Pasolini, Bertolucci, Bellocchio, Olmi, Rosi, Damiani e molti altri. Eppure Bolognini non è stato solo un mero decoratore di fotogrammi, i suoi film sono opere che non si accontentano di dominare la scenografia, la recitazione degli attori o di ricostruire con precisione calligrafica ambientazioni e ...continua a leggere

 

Cinema Italian/American


Viewing Big Night as easy as one, two, three.
A peircean notion of an Italian/American identity: il rovesciamento dello stereotipo del Latin Lover negli anni del boom
, di Anthony Julian Tamburri

Part One—Definitions and Categories
Big Night is a film about two post-war Italian immigrant bothers’ struggle within the Northeastern region of the United States. Primo and Secondo constitute a dyad that is eventually complemented by yet a third person, Pascal, who ultimately completes a triad of the likes that we can find in sociological and interpretive studies and methodologies.
Obviously, the names of the two brothers are fundamental to any reading of this sort on both the literal and metaphorical levels: older, younger; first course, second course; and ...continua a leggere

 

Interviste


Into paradiso: Una conversazione con Paola Randi, di Ryan Calabretta-Sajder

Paola Randi è venuta a Houston nel Texas nell’aprile del 2012 per il World Fest Houston, un festival annuale sul cinema internazionale in cui il film Into Paradiso di Randi è stato mostrato per la prima volta nel Nord America. Into Paradiso è la storia di un’amicizia tra uno scienziato e un ex-campione di cricket che devono nascondersi dalla mafia locale. Sebbene il film parli della mafia e dell’immigrazione, il tema principale sono i rapporti umani come i legami d’amicizia. Il film è stato nominato per quattro David di Donatello e ha vinto il premio Platinum Remi Award al World Fest Houston. Ho avuto l’opportunità di incontrare la regista dopo la presentazione del film.
RCS: Tanti critici cinematografici italiani e stranieri ritengono che il cinema del Bel Paese stia morendo. Lei cosa ne pensa di quest’affermazione?
PR: Io non sono d’accordo con quest’idea. Prima di tutto, l’Italia ha ...continua a leggere

 

Maestri del passato


C’erano una volta gli anni settanta. Il mondo in frammenti e all’ombra della democrazia in La polizia ringrazia (1972), di Stefano Vanzina, di Sebastiano Lucci

Italia: anni settanta: anni di scontri, di confronti, che spesso deteriorano in conflitti violenti, anni di tensioni sociali. L’Italia è al centro di uno scacchiere che la vede, suo malgrado, al centro di grandi interessi. Sono gli anni del compromesso storico, di un rinnovato interesse alla partecipazione del paese della classe media, ma sono anche gli anni che la vedono ferita e insanguinata. Sono gli anni della strategia della tensione, anni di stragi, di verità omesse, di terrorismo, di colpi di stato, presunti e veri, di misteri che ancora a oggi sporcano la sua storia democratica. Sono anni di paura e di orrori, ma anche di protesta viva e sincera, prima che nel decennio successivo la vita culturale in generale, si avvii verso un ‘decennio di ...continua a leggere

 

SPECIALE
Maestri del cinema a cura di Antonio Vitti


Intervista a Giuseppe Tornatore, di Antonio C. Vitti

Tornatore: Fare cinema per me significa più cose, da un lato è la realizzazione di un mio sogno antico, quello di fare film e, in particolar modo,il regista di film che mi sarebbe piaciuto vedere da spettatore. Fare cinema, però, significa soprattutto esprimere attraverso il linguaggio cinematografico quei sentimenti, quei pensieri che non riesco a esprimere in altri linguaggi. E’ il modo più impegnativo, più personale, più interiore di comunicare con gli altri.
Vitti: Come hai imparato a fare cinema?
Tornatore: Non ho imparato a fare cinema con lo studio, con la scuola, che forse poi è il modo più corretto, ma ho imparato a fare cinema cominciando da ...continua a leggere

 

San Miniato 1944: Attila e le belle contrade, di Luca Baiada

Il 22 luglio 1944, sangue nel duomo di San Miniato, suggestiva cittadina del Valdarno pisano. Si ricordano 55 morti, compresi i bambini, ma la cifra vera potrebbe essere più alta, e ci potrebbero essere sorprese. In guerra in altri casi si muore in chiesa, ma qui è una carneficina. E in guerra ci sono preti che cadono insieme ai fedeli, ma dei 55 a San Miniato nessuno è un chierico.
Il fronte è vicinissimo. Al mattino i tedeschi hanno concentrato in piazza molti civili. Con la collaborazione del vescovo Ugo Giubbi, li hanno fatti entrare in chiesa. Il vescovo esorta a fare la comunione, dà una benedizione (qualcuno ricorda una vera e propria assoluzione e la dispensa dal digiuno eucaristico). Poi distribuisce immaginette, e se ne va poco dopo le nove. Alle dieci c’è la strage ...continua a leggere

 

Recensioni di film


Anime Nere (2014), di Francesco Munzi, di Claudio Mazzola

Su Anime Nere, il film di Francesco Munzi, ispirato all’omonimo libro di Gioacchino Criaco aleggia un tema caro al cinema di Mafia: la vendetta familiare. Ambientato ad Africo, piccolo paese dell’entroterra dell’Aspromonte reggino in odor di N’drangheda, il film narra la storia di tre fratelli che vivono in modo molto diverso il legame con la loro terra. Luigi e Rocco hanno lasciato Africo, trasferendosi a Milano quando la N’drangheda è uscita dagli angusti spazi delle lotte famigliari e dei sequestri di piccoli possidenti per diventare un importante pedina della criminalità organizzata mondiale. Luigi, che ora si interessa al traffico internazionale di droga, non si è però lasciato corrompere dagli effimeri comfort del benessere del nord. Luigi mette in mostra con arroganza la sua rozzezza quasi volesse sottolineare il suo approfittare ma non l’appartenere al nord ricco e ...continua a leggere

 

Bella addormentata (2012), di Marco Bellocchio, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Il film è stato presentato in concorso alla 65a Mostra Internazionale d’arte e al Toronto Film Festival. In una delle tante interviste che gli sono state concesse, Bellocchio afferma: “Non è un’opera pro o contro l’eutanasia […] Sono contrario all’idea che qualcuno decida della vita altrui.” Il film difatti non si schiera né a favore né contro “la dolce morte’, piuttosto riscatta il diritto dell’uomo alla scelta di decidere la propria fine.
Bella addormentata è un film drammatico che racconta le storie di alcuni personaggi che sono coinvolti direttamente o indirettamente nello spigoloso tema dell’eutanasia. Sullo sfondo ...continua a leggere

 

Non ci è stato regalato niente (2014), di Eric Esser, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Il docufilm Non ci è stato regalato niente è una documentazione preziosa non solo sulla partecipazione delle donne alla guerra di resistenza al nazifascismo ma anche sulla lotta di giovani donne per l’emancipazione femminile in un’Italia fascista fortemente maschilista.
“Laila” (Anita Malavasi) aveva solamente ventidue anni quando nel 1943 i Tedeschi occuparono l’Italia. Davanti alla prepotenza delle truppe naziste che un giorno cercarono di impedire alla giovane donna di tornare a casa, Anita fa la sua scelta: unirsi ai tanti giovani che hanno preso le armi contro il nemico. Neanche lei come tanti altri non se la sentiva di restare passiva davanti all’arroganza ed ingiustizia delle forze occupatrici. Anita prende il nome partigiano di “Laila” e segue la via della ...continua a leggere

 

Recensioni di libri


Mosaici. Snaphot of Contemporary Italian Life, di Roberto Borfecchia

MOSAICI. Snapshots of contemporary italian life, è un manuale pensato per gli studenti di Italiano come L2 di livello intermedio-avanzato. Si basa su principi metodologici moderni e innovativi, grazie ai quali lo studente è in grado di comunicare subito con facilità e sicurezza nelle situazioni reali. Particolare rilievo viene dato allo sviluppo delle capacità comunicative, stimolate attraverso attività coinvolgenti e motivanti perché basate sull’autenticità, sull’attualità e sulla varietà delle situazioni. Senza trascurare la riflessione grammaticale, Mosaici è inoltre ricco di informazioni sulla vita e sulla cultura italiana odierna.
Struttura ...continua a leggere