Sommario Numero1 AnnoII

Numero 1 - Anno II
Gennaio - Marzo 2014

ISSN 2372-7500

 

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Lettera dall'editore

Gentili amiche e amici,


 
Sono lieto di annunciarvi che il primo numero del II anno di Luci e Ombre è pronto per essere letto. Nel perseguire il proposito che ha dato vita a questa rivista online, questo numero affronta molteplici aspetti che riguardano gli studi, le curiosità, le nuove tendenze, la diffusione sennonché la semplice passione per la cultura cinematografica italiana. In questo numero nella prima parte troverete tre saggi sul cinema italiano contemporaneo. Il primo saggio dello studioso Giacomo Manzoli, consiste di una nuova ricerca, un work in progress, che riguarda l’analisi delle forme del cinema italiano contemporaneo da una prospettiva socio-pragmatica.

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di Antonio C. Vitti

Cinema italiano contemporaneo


Il film MIBAC: apparato e forme simboliche nel cinema italiano contemporaneo, di Giacomo Manzoli

Si tratta del primo stadio, parziale e incompleto, di una ricerca in itinere, un work in progress, la ricerca che riguarda l’analisi delle forme cinema italiano contemporaneo da una prospettiva, per così dire, socio-pragmatica. ...continua a leggere

 

Fra viaggio e stasi: considerazioni sul cinema italiano contemporaneo, di Andrea Ciccarelli

Nel cominciare devo innanzi tutto spiegare il titolo di questo saggio. Non intendo puntare ad esaminare se le due tematiche del titolo siano più o meno sfruttate o presenti in momenti specifici del cinema italiano; né tantomeno proporre una verifica quantitativa che identifichi e censisca il rapporto fra i due temi e determinati registi ...continua a leggere

 

From Image to Praxis: Mapping Desire in The Night Porter, di Andrew Korn

Revisualizing and Recreating Becomings. In her introduction to the screenplay of Il portiere di notte (The Night Porter, 1974), Liliana Cavani notes the role two of her earlier works, Storia del Terzo Reich (The History of the Third Reich, 1961-62) and La donna nella Resistenza (The Women of the Resistance, 1965) had in conceiving her sixth feature film. ...continua a leggere

Cinema e letteratura.
Maestri del passato e presente:
Carlo Bernari e Enrico Bernard


Il cinema tra arte documentaria, fantasia e realtà negli scritti di Carlo Bernari, di Enrico Bernard

La nuova ondata documentarista del cinema italiano, dopo il trionfo di Santo Gra di Gianfranco Rosi a Venezia – e, aggiungo, Reality di Matteo Garrone, senz’altro film più strutturato drammaturgicamente, ma sempre attinente, fin dal titolo, al “filone” - non può essere considerata una vera e propria “nouvelle vague” nostrana. ...continua a leggere

 

Filmografia relativa a Bernari e alle sue esperienze cinematografiche, di Enrico Bernard

Gli scritti di Bernari sul cinema sono innumerevoli. Dal momento che gli scritti di Zavattini sul cinema sono noti mentre quelli di Bernari sono di difficile reperimento ne diamo qui la traccia completa: ...continua a leggere

Italiani nel mondo


The Long Walk to Hibernia.
The Italian Immigration to Ireland Diasporas, travelling nations, and travelling communities in “Chippers” by Nino Tropiano
, di Silvia Boero

According to the 2008 Dublin census, four thousand Italian-Irish citizens live within the city limits: around two thousand have their residence in the surrounding areas; about sixteen hundred live in Belfast. The Italian immigration to Ireland dates further back than one might think; it can be traced to the mid-eighteenth century, when painters, sculptors, and other skilled craftsmen came to build new churches for the Catholic establishment. ...continua a leggere

SPECIALE
Cinema al femminile


Naples’ city views, Flat Space and the Suspension of Time. Francesca Comencini’s adaptation of Valeria Parella’s Lo spazio bianco, di Laura Di Bianco

Francesca Comencini, as other Italian women filmmakers like Marina Spada, Wilma Labate, Roberta Torre, Paola Randi, and Alice Rorhwacher, in the first decade of the new millennium, have directed films constructed upon female characters and set in urban spaces. In all of these filmmakers’ works, Italian cities, far from being mere film locations, shape the narration both visually and structurally. Thus, mobile and static city-views are abundant in the above-mentioned directors’ works, and particularly in Comencini’s. ...continua a leggere


Il cinema italiano tra crisi e novità. Il futuro è nello sguardo delle donne?, di Laura Delli Colli

Non è un buon momento per il cinema italiano: è fortemente negativo l’ultimo bilancio di una stagione purtroppo in sintonia con la crisi economica di un Paese che, dopo un verdetto elettorale estremamente complesso e nonostante il nuovo Governo è in cerca di un nuovo punto di stabilità. ...continua a leggere


Una fiamma nel cuore. Essere donne oggi.
Trattamento/Sceneggiatura
, di Giovanna Taviani

Dal film Io la conoscevo bene, di Pietrangeli. Stefania Sandrelli giovanissima attraversa in 500 le vie di Roma. Il gazometro, la Piramide, Ponte Milvio. E’ l’alba e Roma deserta è bellissima. Adriana ha trascorso la notte con un uomo incontrato per caso ad una festa. Ha danzato con lui, ha bevuto, e si è divertita scorrazzando dentro la fontana del Gianicolo. ...continua a leggere

Interviste


Riflessioni sul cinema: un incontro con Paolo Briguglia, di Veronica Vegna

Nella tua carriera cinematografica, hai lavorato con tanti registi, da Marco Tullio Giordana ad Amenta, da Tornatore a Calopresti, per citarne solo alcuni. Potresti descrivere la tua esperienza nel lavorare con alcuni di loro? Ci sono dei registi con cui ti sei trovato più in sintonia rispetto ad altri? Per quale ragione? ...continua a leggere

SPECIALE
Maestri di cinema, a cura di Antonio Vitti


Incontro con Peter Lilienthal, di Antonio C. Vitti

Vitti: So che a lei non piace parlare del suo passato, e so che non le piace essere nostalgico, ma potrebbe dirci qualcosa sulla sua formazione in Germania e di quando si è trasferito in Uruguay?
Lilienthal: Non ho avuto una vera e propria formazione in Germania, perché era troppo difficile per un bambino. ...continua a leggere

Recensioni di film


Bella addormentata, di Marco Bellocchio, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Il film è stato presentato in concorso alla 65a Mostra Internazionale d’arte e al Toronto Film Festival. In una delle tante interviste che gli sono state concesse, Bellocchio afferma: “Non è un’opera pro o contro l’eutanasia […] Sono contrario all’idea che qualcuno decida della vita altrui.” Il film difatti non si schiera né a favore né contro “la dolce morte’, piuttosto riscatta il diritto dell’uomo alla scelta di decidere la propria fine. ...continua a leggere


Il segreto della felicità. Recensione de L’intrepido, di Gianni Amelio, di Giulia Tellini

Il protagonista del nuovo film di Gianni Amelio, L’intrepido, si chiama Antonio Pane e, di mestiere, fa “il rimpiazzo”: lui, in realtà, un lavoro vero ce l’aveva, ma, trovatosi all’improvviso disoccupato, si arrangia a sostituire (per due ore, tre ore, mezza giornata, due giorni) chi un lavoro ce l’ha ancora. A trovargli “i rimpiazzi” è un laido vecchio gottoso, proprietario di un’equivoca palestra. ...continua a leggere

Recensioni di libri


Annali d’Italianistica. Cinema Italiano Contemporaneo ed. Antonio Vitti, Vol. 30, 2012, di Maria Rosaria Vitti-Alexander

Il presente volume di Annali, dedicato al cinema italiano è suddiviso in sette parti, Criminalità e cinema, Storia e cronaca nel cinema contemporaneo, Innovazioni e classicità nel cinema contemporaneo, Cinema italiano contemporaneo, Corsi e ricorsi nel cinema d’oggi, La rappresentazione del mondo del lavoro, Interviste, con un totale di venti saggi, una sceneggiatura originale e tre interviste. ...continua a leggere