Sommario Numero1 AnnoI

Numero 1 - Anno I
Novembre - Dicembre 2012

ISSN 2372-7500

 

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Lettera dall'editore

Vorrei ringraziare tutti i collaboratori e le collaboratrici che hanno partecipato a questo primo numero e in particolare: Diana Parisi, Elisabetta D’Amanda, Guido Chiesa, Gina Piero Brunetta, Enrico Bernard, Romano Luperini, Philip Balma, Claudio Mazzola, Angelo Giannelli Benvenuti, Carla Vezzoso Taviani e Giovanna Taviani che hanno contribuito con gli articoli che potrete trovare in questo numero. Inoltre vorrei ringraziare i gentili lettori e lettrici che si sono abbonati alla nostra rivista. Un grazie va anche ad Antonino Riggio che mi ha aiutato a realizzare un mio vecchio sogno.
Nel prossimo numero spero di poter aggiungere una rubrica su Festival e Rassegne.
  Un cordiale saluto a tutti.

di Antonio C. Vitti

Saggi


Il cinema: un'avventura in movimento, di Diana Parisi

Come ogni viaggio che si compie, il film è uno strappo che ti permette di guardare il mondo in maniera sempre nuova. Lo schermo è come un oblò da cui puoi affacciarti infinite volte. Ogni volta la tua visione cambia: cambia il tuo modo di guardare e cambia l’oggetto della ...continua a leggere

 

Cuore e Preferisco il rumore del mare: proposta per una nuova identità del mezzogiorno, di Elisabetta D'Amanda

Ritorno in Calabria: per fare i conti con il passato.
In Preferisco il rumore del mare (2000), lo spunto per il titolo parte da una poesia di Dino Campana daiCanti Orfici (1914), “Fabbricare fabbricare fabbricare / Preferisco il rumore del mare / Che dice fabbricare fare e disfare / Fare e disfare è tutto un lavorare / Ecco quello che so fare”. Dopo aver terminato il cortometraggio ...continua a leggere

 

Il futuro del cinema italiano e i miei (pochi) neuroni rimasti, di Guido Chiesa

Negli ultimi cinque anni ho attraversato esperienze professionali talmente eterogenee che credo di aver acquisito un quadro sufficientemente composito di che cosa significhi fare, produrre e finanziare oggi in Italia cinema d’autore/qualità/indipendente o-come-cavolo-lo-volete-chiamare.
Ecco le tappe in sintesi ...continua a leggere

Interviste


Intervista a Valeria Bruni Tedeschi, di Diana Parisi

La seconda volta è girato a Torino, tua città natale che hai dovuto lasciare per evitare la minaccia da parte delle BR. Al di là del lavoro che hai dovuto fare per interpretare Lisa, c’è qualcosa, un elemento, un sentimento che ti ha legato veramente al personaggio e al film in generale?
- Sì, penso che c’era uno strano miscuglio tra ...continua a leggere

 

Recensioni di film


Romanzo di una strage, di Marco Tullio Giordana, di Angelo Giannelli Benvenuti

18 Aprile del 2012. Pioggia a dirotto. Alle 08.45 serali sono sotto all’abitazione del generale Cornacchia. Lui è sulla strada, monta in macchina e corriamo via. Ho voluto chiedere anche a lui di venire, a lui che di quegli anni è stato un protagonista assoluto dalle “Giulia” e le “Alfetta” dei Carabinieri, comandante del ...continua a leggere

 

To Rome with love, di Woody Allen, di Angelo Giannelli Benvenuti

E’ importante la posizione in cui ci si trova a fine film. Importante è anche il numero della poltroncina, la fila, se a destra o a sinistra, in alto, in basso. Considerate una platea. Mettiamo che sia una serata “tranquilla”, una di quelle dove l’idiozia del numero sul biglietto conti ancora meno. Se vi mettete a sedere a destra o a sinistra dipende dalle vostre manie, ma ...continua a leggere

 

Un’occasione (non del tutto) mancata. Diaz, di Daniele Vicari, di Enrico Bernard

Una bottiglia vuota rotea in aria al rallenty e, dopo un lungo volo, si infrange sul marciapiede al passaggio di una camionetta della polizia. E’ il gesto, cercato e trovato con una provocazione da parte delle forze dell’ordine, che dará di lí a qualche ora il pretesto per l’irruzione dei reparti antisommossa nella ...continua a leggere

 

L’insostenibile leggerezza della normalità. Diaz, di Daniele Vicari, di Claudio Mazzola

I tragici eventi che caratterizzarono la riunione del G8 a Genova, nel luglio 2001, sono abbastanza noti a tutti, anche se, una memoria storica collettiva sempre più debole, li ha fatti presto entrare nell’oblio della storia. Un film come Diaz (2012), di Daniele Vicari, non ha solo la funzione di ricordarci la drammaticità di ...continua a leggere

 

Io sono con te, di Guido Chiesa, di Enrico Bernard

L’enigmatica sequenza finale di “Io sono con te” suggella il film svelandone il messaggio. La macchina da presa inquadra di spalle una figura femminile avvolta in una tunica nera, la donna è seduta all’ingresso di una grotta sullo sfondo del deserto. Lo spettatore collega immediatamente quell’immagine al ...continua a leggere

Pagina culturale


L’intellettuale in esilio, di Romano Luperini

Nel frammento 18 di Minima moralia Adorno parla di tramonto della casa e di fine della intimità nelle abitazioni delle metropoli moderne. «Di fronte a tutto ciò», l’atteggiamento migliore è «di riserva e di sospensione»: anzi «Fa parte della morale – aggiunge Adorno – non sentirsi mai a casa propria». Infatti non è più possibile pensare di tutelare la propria interiorità in un mondo che ...continua a leggere

 

Fare Storia, di Gian Piero Brunetta

Nelle mie circumnavigazioni di storia del cinema italiano e mondiale ho spesso avuto Ulisse al mio fianco. In realtà sono stato seduto per molte ore, quasi legato a una sedia, o a una poltrona, davanti a una moviola o a uno schermo - spiegati come vele per raccogliere il fuoco dello sguardo di centinaia di spettatori o spesso preparati solo per me - per cercar di cogliere il canto delle sirene del ...continua a leggere

 

I nostri 30 anni: come nasce un documentario, di Giovanna Taviani

Trent’anni, un’età difficile nella formazione di un individuo. Conrad la definiva la “Linea d’ombra”, Sartre l’“Età della ragione”, e Federigo Tozzi, in un racconto ormai lontano nel tempo compreso nella raccolta Giovani, parlava di una «specie di malattia che non ci lascia il tempo di guarire». Più recentemente alcuni sociologi francesi l’hanno definita l’Età delle ...continua a leggere

 

Death of an Archbishop: the assassination of Oscar Romero seen through the eyes of Gillo Pontecorvo, John Duigan and Oliver Stone, di Philip Balma

In March of 2010 the Texas Board of Education was engaged in the months-long process of revising the curriculum for History textbooks to be adopted in public high schools. The fifteen members of this board, who had frequently debated late into the night, were unable to conceal the inherent frustration that ...continua a leggere

 

SPECIALE


Diario di bordo (sul set di Cesare deve morire), di Carla Vezzoso Taviani

Lunedì 9 maggio 2011.
In macchina verso Rebibbia, alla periferia di Roma. Qui, proprio dentro un carcere, guidati e salvaguardati da funzionari, guardie carcerarie, interventi burocratici, carte e cartellini, i Taviani gireranno il loro nuovo film. Dopo alcuni mesi di preparazione oggi le prime riprese. A me il compito di stilare un diario di lavorazione, anzi di bordo. Ho cercato sempre di seguire il set dei Taviani; questa volta per ...continua a leggere