16 Apr

Pier Paolo Pasolini a New York, di Dario Luigi Maria Celli

copertina_numero4_annoIII_180

Accompagnare un italiano che per la prima volta mette il piede negli Stati Uniti è sempre una esperienza interessante. Perché in quel modo si può “vedere” l’America attraverso gli occhi “vergini” di chi, dell’America, avrà sentito migliaia di giudizi, così come ne avrà letto su centinaia di libri. Ma se l’“esploratore” del Nuovo Mondo si chiama Pier Paolo Pasolini è facile capire che il suo punto di vista diventa eccezionale.
Siamo alla fine dell’estate del 1966.
Le Torri Gemelle erano ancora in fase di completamento: c’era già la Torre Nord (iniziata due anni prima); ma lo skyline di New York non comprendeva ancora la Torre Sud, la cui costruzione sarebbe iniziata due anni dopo.
Pier Paolo Pasolini è nel continente americano per la presentazione, a Montreal, in Canada, dei suoi film “Accattone” e “Uccellacci e Uccellini”. Una volta terminati i suoi impegni canadesi, Pasolini, editorialista del Corriere della Sera, aveva previsto di incontrare a New York Oriana Fallaci, che da tempo risiedeva nella Grande Mela dove era corrispondente del settimanale Europeo e del Gruppo Rizzoli, del quale faceva parte, allora, il Corriere. I due non si erano mai conosciuti di persona, e fra loro avevano intrattenuto soltanto un ricco contatto epistolare.
Non era mai stato a Nuova York, Pasolini.
E immagino che da comunista - seppur “scomodo” qual era - si avvicinò alla città e all’America con ...continua a leggere