07 May

Mauro Bolognini e Il bell’Antonio: il rovesciamento dello stereotipo del Latin Lover negli anni del boom, di Meris Nicoletto

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Mauro Bolognini appartiene alla categoria dei registi difficilmente catalogabili, più eredi di altri che autori dotati di una propria poetica. La vulgata l’ha considerato un «regista letterato, esteta, calligrafo, estenuato, decadente». Il suo nome insomma rievoca una presenza discreta e appartata, che non merita di essere annoverata nell’olimpo dei registi che solitamente viaggiano in prima classe, come Pasolini, Bertolucci, Bellocchio, Olmi, Rosi, Damiani e molti altri. Eppure Bolognini non è stato solo un mero decoratore di fotogrammi, i suoi film sono opere che non si accontentano di dominare la scenografia, la recitazione degli attori o di ricostruire con precisione calligrafica ambientazioni e ...continua a leggere