30 Oct

Incontro con Erico Menczer. Un cinematografaro di altri tempi, a cura di Antonio C. Vitti

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Vitti: Come hai incominciato a lavorare nel mondo del cinema?
Menczer: Ho cominciato come fotografo. Usavo la macchina fotografica di mio padre, anche lui era un appassionato di cinema, una bellissima Rolleiflex che a quei tempi era il massimo. Mio padre mi insegnò a sviluppare e a stampare. Imparai in poco tempo. Avevo 12 o 13 anni e già facevo delle belle fotografie. Inoltre, in quel periodo, al tempo della guerra, andavo spesso al cinema. Ci andavo da solo perché mia madre aveva altre cose da fare, e guardavo film tedeschi. I film americani non si potevano guardare per via del regime Fascista. I film tedeschi comunque mi piacevano molto, soprattutto quando arrivò il colore. C’erano anche film italiani come “La corona di ferro” e tutta quella serie di film con gli attori di allora: Giachetti, Nazzari, Mariella Lotti, Clara Calamai. Per farla breve, la passione per il cinema e la fotografia è cresciuta sempre più dentro di me. Ci fu poi un episodio in particolare che mi mise definitivamente sulla strada del cinema: un amico più grande di me era venuto a Roma ed era andato a visitare Cinecittà. Mi disse: ...continua a leggere