Articoli Sezione: Speciale “La grande bellezza”

24 Apr

La grande bellezza e la decadenza italiana, di Alessandro Tarsia

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In Italia si va avanti a ventenni: vent’anni di fascismo, vent’anni di berlusconismo. Erano quasi vent’anni che un film italiano non vinceva un Oscar: il film di Sorrentino, fra le altre cose, spiega bene perché. La grande bellezza è un film sulla decadenza dell’Italia: un tracollo economico, culturale e, soprattutto, umano. Il regista è stato giustamente paragonato a Fellini: oltre che dalle ...continua a leggere

 

24 Apr

Causarum cognitio: La grande bellezza di Sorrentino, di Stefano Socci

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1. Bellezza, tempo, viaggio
Jep Gambardella (Toni Servillo), sessantacinquenne elegante, giornalista e scrittore in cronica latenza d’ispirazione, segue l’amico Stefano per visitare un palazzo romano (in cui tre anziane principesse stanno giocando un’emblematica partita a carte) e il suo magico giardino segreto dove, per un attimo, s’incanta nella contemplazione dei pini sotto la luna. Un discorso su La grande bellezza (2013) di Paolo Sorrentino può partire anche da qui ...continua a leggere

 

24 Apr

Il trionfo tutto italiano del nichilismo di massa, di Marco Gatto

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Lo ha detto con chiarezza Ermanno Rea in un libro di qualche anno fa: l’Italia appare oggi abitata non da cittadini consapevoli, ma da sudditi deresponsabilizzati, i quali, pronti a chinare il capo di fronte al potente di turno, hanno smesso di esercitare i loro diritti, a beneficio del loro solipsistico e privato interesse di parte. E questa Italia, fatta di lobbies e di cordate, di furbetti del quartierino e di potentati occulti, rischia oggi di ...continua a leggere

 
 

24 Apr

Su La grande bellezza, di Romano Luperini

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La grande bellezza è un film indubbiamente di qualità. Non un capolavoro, ma un buon film. Ottimo attore protagonista, ottima fotografia, ottimo ritmo cinematografico che rende piacevole la visione.
Il suo argomento è la corruzione presente, la crisi morale e civile di Roma e dell’Italia d’oggi, e il rimpianto per un passato splendido e tramontato per sempre ...continua a leggere

 
 

24 Apr

Il grande dis/inganno o la dissimulazione del grottesco, di Bruno Roberti

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1. Una genealogia grottesca
Che del grottesco si possa delineare nel cinema italiano una genealogia lo si vede fin dalla tipologia commedica degli anni Trenta, laddove comincia a disegnarsi una sorta di ossessione del doppio, dello scambio di persona, del gioco di maschere nude, o del rapporto maschera/volto di matrice pirandelliana, da un lato, e di ascendenza novecentista, dall’altro ...continua a leggere

 
 

24 Apr

La grande bellezza che non c’è, di Margherita Ganeri

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Il prestigioso riconoscimento ha sollecitato un tripudiante onor di patria, un entusiastico rigoglio di orgoglio tricolore, ma non ha placato le stranezze di una ricezione nazionale controversa, che ha continuato a essere tale, se non è addirittura peggiorata, dopo la vincita dell’agognato ...continua a leggere