Articoli Sezione: Maestri del passato

07 May

C’erano una volta gli anni settanta. Il mondo in frammenti e all’ombra della democrazia in La polizia ringrazia (1972), di Stefano Vanzina, di Sebastiano Lucci

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Italia: anni settanta: anni di scontri, di confronti, che spesso deteriorano in conflitti violenti, anni di tensioni sociali. L’Italia è al centro di uno scacchiere che la vede, suo malgrado, al centro di grandi interessi. Sono gli anni del compromesso storico, di un rinnovato interesse alla partecipazione del paese della classe media, ma sono anche gli anni che la vedono ferita e insanguinata. Sono gli anni della strategia della tensione, anni di stragi, di verità omesse, di terrorismo, di colpi di stato, presunti e veri, di misteri che ancora a oggi sporcano la sua storia democratica. Sono anni di paura e di orrori, ma anche di protesta viva e sincera, prima che nel decennio successivo la vita culturale in generale, si avvii verso un ‘decennio di ...continua a leggere

 

16 Sep

Joseph Campbell e Benedetto, l’eroe ciociaro, di Elisa Saturno Paasche

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Nel 1971 Nino Manfredi decide di fare un film su sé stesso e sul suo rapporto con la religione e Dio. Alla soglia dei cinquant’anni si cimenta con la sua seconda regia. Nessuno vuole produrre questo copione così drammatico e che ritrae un Manfredi così serio in confronto al Nino Manfredino di Ceccano, a tutta una carrellata di personaggi più o meno profondi ma sempre con una costante comica. I produttori hanno paura che un Manfredi serio non possa fare grandi incassi. Si sbagliano, ma ci vorrà ...continua a leggere

 

24 Apr

La profonda leggerezza di Luciano Emmer, di Barbara Ottaviani-Jones

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Luciano Emmer, classe 1918, milanese di nascita, romano d’adozione come molti registi dell’epoca, inizia con cortometraggi documentaristici nel 1938 molti dei quali ispirati da pittori famosi. La passione per i documentari lo accompagnerà anche dopo il suo passaggio ai lungometraggi, determinato dall’incontro con uno dei più importanti sceneggiatori del tempo, Sergio Amidei, con cui instaurerà uno stabile sodalizio che durerà fino al 1961. Nei suoi primi lungometraggi si può notare l’introduzione di ...continua a leggere

 

21 Feb

Profilo di Giuseppe De Santis: itinerario di un uomo e di un artista, di Rodolfo Di Biasio

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Giuseppe De Santis, uno dei maestri storici del nostro cinema, parte da Fondi contadina che tra gli anni trenta e quaranta vide la crescita sincronica di un manipolo di intellettuali destinati ad incidere, variamente, nella cultura italiana e che per questa fortunata circostanza venne definita da Palmiro Togliatti “La Firenze del Lazio”.
Accanto al più anziano Libero De Libero, questo manipolo di ...continua a leggere