Articoli Sezione: Interviste

27 Mar

Incontro con Giuseppe De Santis, di Antonio C. Vitti

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Giuseppe De Santis, Fondi, 11 febbraio 1917- Roma 16 maggio 1997
Chiamato da tutti quelli che lo conoscevano Peppe è uno dei maestri storici del cinema italiano. Da Fondi contadina che tra gli anni 30 e 40 vide la crescita sincronica di un manipolo di intellettuali destinati ad incidere, variamente, nella cultura italiana, inizia la sua crescita culturale. Accanto al poeta Libero De Libero, questo gruppetto d’intellettuali iniziò il viaggio nell’arte e nella cultura, assieme a De Santis c’erano Dante Di Sarra, Pietro Ingrao e Domenico Purificato. Quando De Santis cominciò a frequentare l’ambiente artistico romano, il poeta De Libero già dirigeva la galleria La Cometa che avrebbe dato vita a quella Scuola romana destinata a diventare uno dei centri della vita artistica della capitale. De Santis pensava di ...continua a leggere

 

24 Dec

Intervista a Martin P. Ndong Eyebe, a cura di Fred Kuwornu

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Dal Camerun al festival di Cannes Martin Eyebe è un 45enne filmmaker che vive a San Marino che si è costruito una competenza alla macchina da presa ma anche al montaggio producendosi autonomamente i suoi film. Dal 2008 firma su commissione diversi documentari per le emittenti televisive mentre nel 2009 mette mano a “Il Risveglio” il suo primo cortometraggio. Come molti autori d’origine africana che vivono in Italia è attratto da storie che chiamano in causa i problemi profondi della società, in questo caso società dell’accoglienza. Nel cortometraggio “Il primo che passa” mette a nudo le ...continua a leggere

 

08 Oct

Intervista allo sceneggiatore ed editore Brhan Tesfay, a cura di Fred Kuwornu

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1) Cosa significa essere scrittori ed editori Afroitaliani in Italia?
Significa lavorare duro, senza sosta perché il sistema esistente non prevede, come un dato ovvio, un afroitaliano come scrittore e ancora meno come editore. Se considero che il mio primo libro (l’ombra del poeta) è uscito nel 1997 e l’ultimo (‘Specchi sbagliati’) nel 2013, posso solo constatare che sono più di venti anni che lavoro per dare voce ai miei personaggi, e dopo due anni di studio mi sono convinto che era necessario creare uno spazio alternativo per dare voce e presenza in modo particolare a tutte quelle voce che non trovavano spazio. Come editore, insieme al mio socio, ci siamo dati una precisa missione: dare spazio alla narrazione senza patria, questo non significa non avere radici o ignorare le differenze ecc, ma significa riconoscere la persona prima di tutto come un essere umano, come potenziale amica, vicina di casa, come futura moglie (marito) dei propri figli, come il proprio avvocato o muratore o politico. ...continua a leggere

 

08 Oct

Intervista a Carlo Verdone. Aprile 2013. Indiana University, Bloomington, di Magda Novelli Pearson

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Io: Buonasera e grazie per aver trovato del tempo per fare questa intervista. Dopo Bloomington farà un’altra tappa negli Stati Uniti o torna in Italia?
Verdone: No, tornerò in Italia e andrò a Lecce dove c’è un Festival del Cinema Europeo all’interno del quale c’è un premio dedicato a mio padre, alla figura di Mario Verdone, che è stato un grande professore universitario e critico. Noi due figli abbiamo istituito un premio che si chiama “Premio Mario Verdone” che viene dato alle migliori opere prime di produzione indipendente e lo diamo all’interno di questo Festival. Quindi io arriverò a Roma e partirò subito per Lecce dove consegnerò questo premio al vincitore. ...continua a leggere

 

08 Oct

Intervista a Carlo Verdone. Luglio 2011, Roma, di Magda Novelli Pearson

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Io: Ho letto nel suo nuovo website che il prossimo anno a Stresa ci sarà il primo Commedy Film Festival dal 1 al 3 Luglio 2012 di cui lei sarà il direttore artistico. Può parlarmi di questo progetto?
Carlo Verdone: Questo progetto nasce dall’esigenza di recuperare una memoria storica sulla grande commedia italiana magari puntando anche l’attenzione su attori minori che provengono dal teatro e su grandi caratteristi che hanno fatto grande la commedia durante gli anni ’40, ’50 e ‘60 e certamente non possiamo non omaggiare i nostri grandi maestri tenendo presente però che la commedia è un genere che, non si sa per quale motivo, finisce sempre in panchina in qualche modo perché la grande squadra che gioca è sempre quella autoriale, è sempre quella drammatica. Bisogna anche tener presente però che la commedia è la locomotiva del cinema italiano, quella che per tradizione nostra al ...continua a leggere

 

08 Oct

Incontro con Marco Amenta, di Antonio Carlo Vitti

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Che significa per te fare cinema?
Io non ho cominciato facendo cinema, ma facendo foto-giornalismo. Ero spinto dalla voglia di andare in giro per raccogliere delle storie che mi permettessero di conoscere l’essere umano per poi raccontarlo. Il mio era quindi un doppio interesse: volevo scoprire e studiare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, nella sua psicologia e nella sua psiche, e poi volevo raccontarlo. Ho fatto foto-giornalismo prima con il Giornale di Sicilia, poi in Francia con l’Agenzia Gamma e con Libération, per i quali ho realizzato una serie di reportage, fra i quali ricordo quelli sulla la guerra in Jugoslavia e sulla mafia. ...continua a leggere

 

18 May

Women in Italian Cinema A Conversation with Diana Parisi, by Alec Messino

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At the VII International Symposium on Contemporary and New Trends on Italian Cinema held at Indiana University, I had the great privilege of interviewing Diana Parisi. Diana is an assistant director in Italian Cinema who been working on short films, such as the TV Short documentary 1960 I ribelli (2010). To fill you in briefly on what the film 1960 I ribelli is, it is the story of the 1960 strikes and demonstrations in Italy against the Tambroni government, supported by a post-fascist party. Diana had the opportunity to work alongside director Mimmo Calopresti and actors Giuliano Montaldo, Paolo Pietrangeli, Fernando Tambroni.
When I sat down with Diana and asked for her ...continua a leggere

 

18 May

Incontro con Hedy Krissane, a cura di Fred Kuwornu

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Incontro Hedy Krissane prima di partire per New York per parlare dei suoi nuovi progetti ma per confrontarci anche su  questa nuova generazione di registi come lui con un background multietnico. Prima di affrontare con lui qualche domanda che cis ta a cuore in questa rubrica in cui parleremo con registi che hanno un’origine straniera o che sono arrivati nel nostro Paese da piccoli credo sia interessante raccontare il percorso di Hedy Rissane.
Hedy Krissane è nato a Tataouine, un paesino del sud della Tunisia, scelto da George Lucas, per le sue immense pianure di rocce e sabbia, come location in Guerre Stellari per il pianeta natale della famiglia Skywalker (Tatooine).
Nel 1992 si trasferisce in Italia, nella ...continua a leggere

 

18 May

Intervista a Carlo Lizzani, a cura di Antonio Vitti

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A.V.: La ringrazio di avermi concesso questa intervista. Lei oltre ad aver vissuto il neorealismo, è stato uno degli autori, ma ha anche scritto molto e riflettuto su questo discusso fenomeno. Potrebbe brevemente riassumere in che modo la sua ricerca critica si differenzia da quella degli altri critici italiani?
Lizzani: Il neorealismo è stato un movimento complesso che noi stessi italiani abbiamo negato l’esistenza, abbiamo detto che i veri film neorealisti non sono esistiti, che il fenomeno non è esistito nel senso che gli studiosi hanno poi attribuito la legittimità di neorealismo ad alcuni registi, per esempio a Visconti, oppure soltanto a Rossellini. Credo di essere stato tra i pochi ad aver mantenuto ...continua a leggere

 

28 Dec

La notte quando è morto Pasolini, di Roberta Torre

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Nel mese di giugno 2008 incontro in un bar di Piazza Bologna a Roma Pino Pelosi. Penso che quello è l’uomo che ha visto per ultimo Pierpaolo Pasolini vivo.
Lo pedino per un mese aiutata da un amico comune e finiamo nella cantina di casa sua a Pietralata a fare questa intervista. Ci vediamo per quattro, cinque giorni dopo quell’incontro e io cerco di “ rapire” dalle sue parole un’emozione, un ricordo, una visione che mi aiutasse a “ sentire” quello che era successo in quella tragica notte.
[...] 
Roberta Torre: allora Pino partiamo da quando tu arrivi alla macchina con Pasolini e lui è stato ... ha aperto lo sportello e è stato preso e scaraventato fuori raccontami dei dettagli di questa situazione.
Pino Pelosi: questi ricordi mi fanno un po’ ancora terrore perché avevo diciassette anni ... ho subito un trauma... niente stavo in macchina ... stavamo parlando e a un certo punto è stato aperto ‘sto sportello è stato preso Pasolini violentemente e tirato fuori... da più individui e...è stato buttato per terra è stato malmenato ... lui urlava ... se è una rapina prendetevi i soldi...sono sotto al tappetino della macchina...questi.. .no, sporco frocio comunista di merda... ...continua a leggere

 

07 May

Intervista a Giuseppe Tornatore, di Antonio C. Vitti

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Tornatore: Fare cinema per me significa più cose, da un lato è la realizzazione di un mio sogno antico, quello di fare film e, in particolar modo,il regista di film che mi sarebbe piaciuto vedere da spettatore. Fare cinema, però, significa soprattutto esprimere attraverso il linguaggio cinematografico quei sentimenti, quei pensieri che non riesco a esprimere in altri linguaggi. E’ il modo più impegnativo, più personale, più interiore di comunicare con gli altri.
Vitti: Come hai imparato a fare cinema?
Tornatore: Non ho imparato a fare cinema con lo studio, con la scuola, che forse poi è il modo più corretto, ma ho imparato a fare cinema cominciando da ...continua a leggere

 

07 May

Into paradiso: Una conversazione con Paola Randi, di Ryan Calabretta-Sajder

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Paola Randi è venuta a Houston nel Texas nell’aprile del 2012 per il World Fest Houston, un festival annuale sul cinema internazionale in cui il film Into Paradiso di Randi è stato mostrato per la prima volta nel Nord America. Into Paradiso è la storia di un’amicizia tra uno scienziato e un ex-campione di cricket che devono nascondersi dalla mafia locale. Sebbene il film parli della mafia e dell’immigrazione, il tema principale sono i rapporti umani come i legami d’amicizia. Il film è stato nominato per quattro David di Donatello e ha vinto il premio Platinum Remi Award al World Fest Houston. Ho avuto l’opportunità di incontrare la regista dopo la presentazione del film.
RCS: Tanti critici cinematografici italiani e stranieri ritengono che il cinema del Bel Paese stia morendo. Lei cosa ne pensa di quest’affermazione?
PR: Io non sono d’accordo con quest’idea. Prima di tutto, l’Italia ha ...continua a leggere

 

10 Dec

Giovanni Calcagno: fra cinema e teatro, di Veronica Vegna

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Veronica Vegna: Perché hai deciso di fare l’attore?
Giovanni Calcagno: Non credo di aver deciso di fare l’attore, penso che la Vita me lo abbia proposto e io abbia di conseguenza fatto in modo che questa divenisse quella che si dice una “scelta di Vita”. Quando ero bambino, alle scuole elementari, durante l’anno scolastico preparavamo uno spettacolo che poi veniva rappresentato in una bella saletta con un palco, davanti a tanti spettatori. Il periodo delle prove era lungo e laborioso. Credo che quello sia stato per me un inizio che mi ha segnato profondamente ...continua a leggere

 

16 Sep

Uno sguardo sul cinema: Marcello Mazzarella, di Veronica Vegna

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Veronica Vegna: nella tua carriera cinematografica, hai lavorato con molti registi. Potresti descrivere la tua esperienza nel lavorare con alcuni di loro? Ci sono dei registi con cui ti sei trovato più in sintonia rispetto ad altri? Per quale ragione?
Marcello Mazzarella: Raoul Ruiz è stato un regista con cui ho lavorato in armonia e sintonia. Me lo porto nel cuore ed è stato per me un padre artistico ...continua a leggere

 

16 Sep

Il riscatto: incontro con Giovanna Taviani, a cura di Antonino Riggio e Antonio Vitti

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«Il documentario è davvero molto bello, invita a tante riflessioni, così come i rapporti con il film La notte di San Lorenzo. Il montaggio, con le scene del film e le scene dedicate al paesaggio intorno a San Miniato, il carcere di Arezzo dove Striano viene portato: i motivi di interesse sono davvero molti. Ed interessante anche quel riferimento all’avvenimento storico dell’esplosione del duomo di San Miniato e quella conversazione degli anziani sanminiatesi che parlano delle diverse interpretazioni.
Che peso hai dato alla conversazione di quegli anziani sanminiatesi sugli effettivi responsabili di quell’eccidio?».

 

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«Volevo farle una domanda sul ruolo dell’arte e del cinema nella vita di Salvatore e dei detenuti. Secondo lei, visto che Salvatore è stato “salvato” dalla cultura e dall’arte in generale, quest’ultime potrebbero salvare anche altri detenuti o Salvatore è un caso eccezionale? Crede appunto che l’arte e la cultura possano essere un mezzo di salvezza e di redenzione per queste persone?»

 

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16 Sep

Incontro con Agostino Ferrente e Giovanni Princigalli, di Mauro Sassi

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Mauro Sassi: Siamo a Montreal, una città multiculturale e multietnica, i cui abitanti sono spesso immigrati di prima o di seconda generazione, e allora non sembra troppo strano vedere riuniti in questo incontro, organizzato da Luca Caminati e dall’Università Concordia, due registi italiani, uno ormai trasferitosi in Canada da tempo, Giovanni Princigalli, uno di passaggio, Agostino Ferrente. Parliamo di queste vostre radici ...continua a leggere

 

24 Apr

Incontro con Francesco Rosi, di Antonio C. Vitti

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Vitti: Volevo brevemente soffermarmi su quelli che ritengo gli aspetti più importanti del film La tregua e non tanto del testo di Primo Levi.
Penso che sia molto difficile per un regista tradurre un’opera come quella di Levi in film, perché l’argomento trattato, rappresenta uno dei momenti più dolorosi della storia umana: l’Olocausto. Rileggendo ...continua a leggere

 
 

24 Apr

Dietro Mare chiuso: un incontro con Stefano Liberti, di Veronica Vegna

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Dopo la strage di Lampedusa dell’ottobre scorso, intervistare Stefano Liberti, giornalista del quotidiano «il manifesto» e regista con Andrea Segre del documentario Mare chiuso (2012), fa un certo effetto. Le parole di Stefano Liberti riguardo a questo film sui respingimenti degli immigrati africani da parte del governo italiano richiamano alla mente le immagini strazianti di quei tanti corpi senza vita recuperati nelle acque del Mediterraneo. ...continua a leggere

 

22 Feb

Incontro con Peter Lilienthal, di Antonio Vitti

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Vitti: So che a lei non piace parlare del suo passato, e so che non le piace essere nostalgico, ma potrebbe dirci qualcosa sulla sua formazione in Germania e di quando si è trasferito in Uruguay?
Lilienthal: Non ho avuto una vera e propria formazione in Germania, perché era troppo difficile per un bambino. ...continua a leggere

 
 
 

22 Feb

Riflessioni sul cinema: un incontro con Paolo Briguglia, di Veronica Vegna

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Nella tua carriera cinematografica, hai lavorato con tanti registi, da Marco Tullio Giordana ad Amenta, da Tornatore a Calopresti, per citarne solo alcuni. Potresti descrivere la tua esperienza nel lavorare con alcuni di loro? Ci sono dei registi con cui ti sei trovato più in sintonia rispetto ad altri? Per quale ragione? ...continua a leggere

 
 
 

22 Feb

Incontro con Carlo Lizzani, a cura di Antonio Vitti

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In questa carrellata sulla mia vita, che mi fa apparire un po’ come un personaggio alla “Zelig”, c’è ancora da aggiungere che io sono anche Major of the United States Army. Ho anche il tesserino. Vi starete chiedendo come io, un italiano, possa essere un graduato dell’esercito degli Stati Uniti. Era il 1971, io ero un appassionato di documentari e avevo una gran voglia di scoprire il Mondo attraverso il cinema. In quegli anni ...continua a leggere

 

22 Feb

Julia Meltzer on The Light in her eyes, di Veronica Vegna

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Shot right before the uprising in Syria, The Light in Her Eyes is a documentary film about Houda al-Habash, a conservative Muslim preacher who founded a Qur’an school for girls in Damascus, Syria. The school offers female students the opportunity to devote their time to the study of Islam during the summer. This represents a cultural shift and a form of empowerment for ...continua a leggere

 

22 Feb

Intervista a Enrico Cerasuolo, regista di Da Garibaldi a Berlusconi, di Letizia Montroni

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Zenit Arti Audiovisive in collaborazione con ARTE France e Les Films d’Ici ha presentato il documentario Andante ma non troppo. 150 anni di Storia d’Italia nell’ottobre 2011, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della nascita del Paese. Il progetto prende avvio da una proposta del canale francese che ...continua a leggere

 
 
 

22 Feb

Refugees in Cinecittà: intervista a Marco Bertozzi, di Veronica Vegna

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- Da dove nasce l’idea di realizzare un documentario su Cinecittà campo profughi?
- L’idea del documentario mi venne in seguito alle ricerche condotte da Noa Steimatsky, vincitrice del Rome Prize presso l’American Academy di Roma nel 2004-05. Mi sembrò subito importante realizzare un film sull’argomento, in Italia pressoché sconosciuto. Quasi nessuno, infatti, sa che Cinecittà è stato un grande campo profughi ...continua a leggere

 

21 Feb

Madri e mafia ne I cento passi e La siciliana ribelle: intervista a Lucia Sardo, di Veronica Vegna

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Felicia Bartolotta Impastato e Giovanna Cannova: due donne molto diverse, ma accomunate da circostanze simili. Entrambe siciliane, entrambe inserite in ambienti mafiosi, entrambe vittime perché soggette al dolore più intenso che una madre possa mai provare: la perdita di un figlio.
Nel caso di Felicia Bartolotta, l’affetto più caro a lei sottratto è Peppino Impastato, ucciso il ...continua a leggere

 

21 Feb

Intervista a Valeria Bruni Tedeschi, di Diana Parisi

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La seconda volta è girato a Torino, tua città natale che hai dovuto lasciare per evitare la minaccia da parte delle BR. Al di là del lavoro che hai dovuto fare per interpretare Lisa, c’è qualcosa, un elemento, un sentimento che ti ha legato veramente al personaggio e al film in generale?
- Sì, penso che c’era uno strano miscuglio tra ...continua a leggere