Articoli Sezione: Cinema contemporaneo

07 May

Il sud come linguaggio, di Paola Abenavoli

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Un sud sempre più protagonista, oltre il folklore. Un territorio che diviene non solo set, ma fonte di ispirazione, di narrazione, spesso al di là della parola scritta, diventando esso stesso, di per sé, materia, struttura del racconto: il territorio come linguaggio. Tutto ciò sta alla base della scoperta, o meglio della riscoperta, del sud d’Italia come luogo in cui realizzare (non solo e semplicemente ambientare) film, fiction, video, insomma più genericamente produzioni audiovisive. Una tendenza che ormai dura da oltre quindici anni e che, invece di scemare, si sta autoalimentando, dando linfa e possibilità di sviluppo ai territori stessi, ma anche e soprattutto evidenziandone aspetti poco noti, valorizzando la cultura che essi contengono e spesso ...continua a leggere

 

07 May

Zavattini e il manifesto “nascosto” del neorealismo, di Enrico Bernard

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Gli studiosi non hanno finora individuato con esattezza scientifica un manifesto programmatico del neorealismo che, a causa di questa “omissione”, è stato definito ora “genere”, ora “stile”, ora “movimento”, sempre con la nebulosa aggiunta dell’attributo “soggettivo”. Così la “soggettività” del genere si è trasformata in una formula fin troppo elementare, insomma una notte in cui tutte le vacche sono grigie. Perché il neorealismo, una volta definito laconicamente “soggettivo”, verrebbe semplicisticamente ridotto alla somma di più neorealismi - e “soggettivismi”. Ogni nuova opera - un “neo” in più, con la logica conseguenza di un ...continua a leggere

 

07 May

Atopia e melodramma: il cinema europeo di Corso Salani, di Silvia Boero

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Il maestro del cosiddetto mockumentary nostrano, era – come lui stesso amava definirsi – un autore dedito alla narrazione di storie globali; neppure si considerava un regista, ma un osservatore costantemente in viaggio. E tanto meno “italiano”, come lui stesso affermò in un’intervista rilasciata poco prima della sua morte improvvisa:

Spero ogni volta di entrare a far parte del paese dove vado a girare, di calarmi nei luoghi dove vado, di appartenere loro […] Non ci credo molto a sentire, per una pura casualità, un’appartenenza geografica. (Agusto e Morsiani, 7-9)

Sarebbe dunque assurdo definire europeo il suo cinema; eppure, ad un’indagine approfondita, la sua opera non ...continua a leggere

 

21 Feb

Un cineasta metropolitano: Silvio Soldini e le città dell’anima, di Meris Nicoletto

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Introduzione
Negli anni Ottanta si è assistito ad un azzeramento del rapporto dialettico tra spazio interno ed esterno, tra uomo e natura, come si nota nella maggior parte dei film girati nel decennio, salvo l’eccezione rappresentata da Il pianeta azzurro (1981) di Franco Piavoli, sinfonia visiva e affettiva tra essere umano e ...continua a leggere

 
 

21 Feb

Spostamenti progressivi del corpo dello spettatore nella storia del cinema, di Gian Piero Brunetta

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“L’immagine elettronica lo conferma: una civiltà in preda all’incubo della memoria visiva non ha più bisogno del cinema” osservava Paolo Cherchi Usai nel 1999 (L’ultimo spettatore. Sulla distruzione del cinema). Constatando l’inesorabile destino di estinzione della pellicola ad opera dei ...continua a leggere