Articoli Sezione: Angolo risevato agli studenti

27 Mar

Silvana, Francesca e la maschera della personalità, di Edoardo Castiglione

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Non avevo mai visto Riso Amaro e non conoscevo Giuseppe De Santis.
La visione del film mi è sembrata subito strana e comunque molto distante dai film pieni di effetti speciali a cui noi giovani siamo abituati e che spesso attirano la nostra attenzione.
Dopo averlo visto, ne sono rimasto colpito e impressionato.
Il film è coinvolgente, con interessanti colpi di scena, ma soprattutto reale.
Ripensavo alla trama, ai personaggi e non riuscivo a spiegarmi il radicale cambiamento nella psicologia delle due donne protagoniste: Silvana e Francesca.
Ho riflettuto, lo confesso, anche sulla scelta del titolo che De Santis volle dare al suo capolavoro. ...continua a leggere

 

27 Mar

Riso Amaro: dal consumismo sognato all’agorà perduta, di Mara Salamone

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Quando nel 1949 esce il film Riso Amaro di Giuseppe De Santis, l’Italia attraversa il periodo storico del secondo dopoguerra nel momento in cui l’influenza dei modelli culturali americani comincia a farsi percepire proprio quando gli italiani iniziano a fantasticare (è l’era del boogie-woogie, dei fotoromanzi e del chewing-gum) su improbabili cambiamenti si credeva potessero attuarsi solo con l’imitazione della moda americana.
Riso Amaro si apre con il furto di una collana da parte della ladra Francesca, (l’attrice Doris Dowling) che, sottomessa all’amante e malvivente Walter, pare condannata a subire le ...continua a leggere

 

27 Mar

Dalla profezia di De Santis alla società liquida di Z. Bauman, di Luca Cipriano

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In Riso amaro, film manifesto della poetica neorealista Giuseppe De Santis, cineasta impegnato e vicino ai problemi sociali del dopoguerra, sensibile ai temi del lavoro e delle ingiustizie, fa emergere l’esperienza formativa del lavoro nella risaia, ritraendo l’operatività, il modo di stare insieme, la combattività verso le cose della vita, il modo di affrontare le ingiustizie e l’impegno per gli altri.
Il film, tuttavia, rivela, accanto ad una tematica così poco trattata all’epoca (come quella dell’ambiente lavorativo che De Santis, appunto, inaugura come filone cinematografico) anche la rappresentazione di elementi derivati dal coevo cinema americano di genere (come appunto nel celeberrimo Riso amaro). ...continua a leggere

 

27 Mar

A futura memoria… Lettera aperta su Riso Amaro, di Chiara Luggisi

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Ottobre 1949
«Nei giovani si è diffusa una mentalità americana.
Col denaro si fa tutto, si è liberi; non importa la sua provenienza.
La fiacchezza morale, l’avidità, la ricerca di facili guadagni portano larghi strati di giovani, non solo del ceto medio e borghese, a pensare che la soluzione della nostra situazione e dei nostri problemi non dipende da noi e dalla nostra lotta ma dagli altri (apatia, politica, servilismo) dalla fortuna (totipismo) o da Dio (miracolismo).
Oggi la vita è difficile e molto dura; per mancanza di lavoro e per l’insicurezza del domani, i giovani non hanno la possibilità di aiutare i genitori e di formarsi una famiglia. Per ciò, i giovani, dovrebbero essere i più accesi rivoluzionari e invece, specie nelle grandi città, lo sport come professione, i fumetti, il cinema americano, (a colori e non), la stampa borghese, la religione ...continua a leggere

 

27 Mar

Gli interventi degli allievi dell’Istituto Superiore “Mario Rapisardi” di Paternò, di Daniela Privitera

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Presentazione
I lavori presenti in questa sezione nascono da una proficua collaborazione con la direzione di Luci e ombre nella figura del suo ideatore e direttore, Prof. Antonio Vitti .
In occasione della celebrazione del centenario della nascita di uno dei registi più rappresentativi e discussi della cultura italiana e del Neorealismo, gli interventi degli allievi dell’Istituto Superiore “Mario Rapisardi” di Paternò, hanno contributo ad aprire una finestra sul rapporto sempre più significativo tra cinema e didattica, a sostegno dell’idea precipua che, in un mondo complesso, caratterizzato dalla velocità e dal cambiamento, la grammatica delle immagini in movimento, funzioni come dispositivo didattico vicino ai nuovi linguaggi più di quanto possa fare la didattica tradizionale. ...continua a leggere

 

24 Dec

Un mondo migliore. Recensione del docu-film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, di Giuseppe Spathis Fabio Prestipino

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La porta d’Europa che si affaccia sul mare dell’isola di Lampedusa – la misura delle imbarcazioni che trasportano i profughi che cercano ma son spesso anche la loro tomba – resite alle intemperie perché fatta di ceramica refrattaria le intemperie che scuotono quel lembo di terra – prima sponda – ultima spiaggia e tomba – posta a memoria dei tanti scomparsi mai arrivati a destinazione - in fuga dalle atrocità del mondo moderno.
L’isola oggi riesce ancora ad avere una sua normalità - la nave e il progetto Aquarius – operazione congiunta sponsorizzata dalla Germania – Francia e Italia ...continua a leggere

 

24 Dec

Neorealismi a confronto: Caccia tragica, Non c’è pace tra gli ulivi, La terra trema, Giorni di gloria, di Carlotta Vacchelli

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La scelta di assemblare le mie riflessioni in un pezzo unico mi permette di tracciare più agilmente parallelismi e confronti tra quattro film che ho visto per la prima volta a distanza molto ravvicinata tra loro, individuandovi direttrici e linee conduttrici. A questo fine è anzitutto utile chiarire un presupposto: Caccia tragica (G. De Santis, 1947), Non c’è pace tra gli ulivi (G. De Santis, 1950) e La terra trema (L. Visconti, 1948), sotto le trame (d’avventura, d’amore) rivelano un significato ideologico forte, che il documentario Giorni di gloria (L. Visconti, G. De Santis, M. Pagliero, 1945) approfondisce e sigilla ...continua a leggere

 

08 Oct

Estraniamento e marginalizzazione nei film di Gianni Amelio, di Luisa Garrido Baez

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Con questo mio lavoro vorrei cercare di capire il motivo che spinge Gianni Amelio a interessarsi al tema dell’estraniamento e della marginalizzazione e a collegarlo con altri temi a lui cari, come il viaggio e la famiglia.
Dalla letteratura al cinema, sempre più spesso si sente parlare dei termini estraniamento, alienazione, marginalizzazione. Secondo il dizionario della lingua italiana Garzanti la parola “alienazione” deriva dal latino “alienus” e dal greco “allos” entrambi dello stesso significato: altro. Il termine fa riferimento a colui o a ciò che è altro, straniero, non appartenente alla nostra comunità, in pratica che “non è dei nostri” e che, quindi, ci è estraneo. L’alienazione, nel suo verbo “alienare”, fa anche riferimento all’atto dell’allontanare o dell’estraniare da sé e, quindi, all’atto di ...continua a leggere

 

18 May

Women in Italian Cinema A Conversation with Diana Parisi, by Alec Messino

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At the VII International Symposium on Contemporary and New Trends on Italian Cinema held at Indiana University, I had the great privilege of interviewing Diana Parisi. Diana is an assistant director in Italian Cinema who been working on short films, such as the TV Short documentary 1960 I ribelli (2010). To fill you in briefly on what the film 1960 I ribelli is, it is the story of the 1960 strikes and demonstrations in Italy against the Tambroni government, supported by a post-fascist party. Diana had the opportunity to work alongside director Mimmo Calopresti and actors Giuliano Montaldo, Paolo Pietrangeli, Fernando Tambroni.
When I sat down with Diana and asked for her ...continua a leggere