Articoli di Meris Nicoletto

07 May

Mauro Bolognini e Il bell’Antonio: il rovesciamento dello stereotipo del Latin Lover negli anni del boom, di Meris Nicoletto

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Mauro Bolognini appartiene alla categoria dei registi difficilmente catalogabili, più eredi di altri che autori dotati di una propria poetica. La vulgata l’ha considerato un «regista letterato, esteta, calligrafo, estenuato, decadente». Il suo nome insomma rievoca una presenza discreta e appartata, che non merita di essere annoverata nell’olimpo dei registi che solitamente viaggiano in prima classe, come Pasolini, Bertolucci, Bellocchio, Olmi, Rosi, Damiani e molti altri. Eppure Bolognini non è stato solo un mero decoratore di fotogrammi, i suoi film sono opere che non si accontentano di dominare la scenografia, la recitazione degli attori o di ricostruire con precisione calligrafica ambientazioni e ...continua a leggere

 

10 Dec

Declinazioni provinciali e globali di Livorno nel cinema di Paolo Virzì , di Meris Nicoletto

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Introduzione
Quando Paolo Virzì debutta alla regia con La bella vita (1994) siamo quasi nel pieno degli anni Novanta, in cui da un lato si sono prodotte commedie con budget limitati, ma con velleità autoriali anche legittime: Turné (1990) di Gabriele Salvatores, Chiedi la luna (1991) di Giuseppe Piccioni, Vito e gli altri (1991) di Antonio Capuano, Il ladro di bambini (1991) di Gianni Amelio, Verso Sud (1992) di Pasquale Pozzessere, Il grande cocomero (1993) di Francesca Archibugi, Bonus malus (1993), di Vito Zagarrio, Senza pelle (1994) di Alessandro D’Alatri, L’amore molesto (1995) di Mario Martone, La seconda volta (1995) di Mimmo Calopresti, Vesna va veloce (1996) di Carlo Mazzacurati, Mery per sempre (1988), Ragazzi fuori (1990) di Marco Risi e Ultrà (1991) di Ricky Tognazzi ...continua a leggere

 

21 Feb

Un cineasta metropolitano: Silvio Soldini e le città dell’anima, di Meris Nicoletto

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Introduzione
Negli anni Ottanta si è assistito ad un azzeramento del rapporto dialettico tra spazio interno ed esterno, tra uomo e natura, come si nota nella maggior parte dei film girati nel decennio, salvo l’eccezione rappresentata da Il pianeta azzurro (1981) di Franco Piavoli, sinfonia visiva e affettiva tra essere umano e ...continua a leggere