Articoli di Fabrizio Natalini

24 Dec

Roma e la sua campagna nelle prime rappresentazioni cinematografiche, di Fabrizio Natalini

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Nel volume Il paesaggio nel cinema italiano, Sandro Bernardi scrive: «Il paesaggio è un’esperienza, non un oggetto autonomo, e studiarlo significa studiare una cultura, il suo modo di costruirsi lo spazio, di rapportarsi a se stessa, quel rapporto fra il noto e l’ignoto che abitualmente chiamiamo “mondo”».
Considerando che il «paesaggio» a cui fa riferimento Bernardi è il fondale di scena, lo sfondo su cui si dipana la narrazione cinematografica, questo concetto assume ulteriori sviluppi se dal «paesaggio» si passa ad analizzare, in concreto, non uno sfondo qualsiasi, ma un luogo fortemente connotato come Roma ...continua a leggere

 

08 Oct

Tutti a casa, di Fabrizio Natalini

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Alla fine di agosto 2006 è stata distribuita in Italia un’edizione in dvd di Tutti a casa di Luigi Comencini della durata di circa 117 minuti, che riporta sulla copertina la formula: “Video e audio restaurati da negativo originale”. Nessuna enfasi è stata data a questa iniziativa, che non ha avuto, d’altronde, alcun rilievo sulla stampa. Questa versione di 117 minuti sembra essere, approssimativamente, quella di 120 minuti, l’originale durata di proiezione del film, se si considera che la scheda Anica dall’Archivio del cinema italiano, dedotta dal visto di censura, riportava per Tutti a casa la lunghezza di ...continua a leggere

 

16 Apr

Sul finale di “La dolce vita”, di Fabrizio Natalini

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La sequenza finale di La dolce vita, Marcello e Paolina sulla spiaggia di Fregene
Nel mio libro Un amore a Roma dal romanzo al film, Roma, Artemide, 2010, affrontavo la genesi del film che, nel 1960, Dino Risi aveva diretto basandosi su una sceneggiatura che Ennio Flaiano aveva tratto dall’omonimo romanzo di Ercole Patti. Nell’analisi evidenziavo come alcune soluzioni narrative dello scrittore catanese fossero confluite ne La dolce vita di Federico Fellini. Diverse analogie e similitudini - a partire dal nome del protagonista - e, in particolare, il finale che in entrambi i casi vede l’incontro fra un uomo e una ragazza sulla spiaggia di Fregene, località marina poco distante dalla Capitale.
Nella mia ricostruzione ipotizzavo quella che a mio avviso è una evenienza plausibile, e cioè che Flaiano, nell’estate del 1958, proprio a Fregene, nello scrivere nella casa di Fellini la sceneggiatura di La dolce vita, con il regista e Tullio Pinelli, si fosse ricordato della chiusa del libro di Patti, pubblicato due anni prima, in cui il protagonista aveva un simbolico incontro, una rivelazione finale (epifania finale), con una giovinetta su ...continua a leggere

 

16 Apr

Fellini segreto, di Fabrizio Natalini

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Nell’inverno del 2011 è avvenuto un evento a dir poco singolare: la ricomparsa, dalle nebbie della memoria, di un “tesoretto” dimenticato: un raccoglitore colmo d’inediti felliniani, sceneggiature e appunti considerati perduti. A definire “tesoretto” e “scrigno” questo faldone è stata Alessandra Mammì, sulle pagine de «L’Espresso» del 10 marzo 2011. Come racconta la giornalista, inviata della sezione Cultura del settimanale romano, la scoperta era stata della regista Cecilia Mangini, una «ottantenne infaticabile e piena di energia» che nella sua lunga carriera ha diretto opere come Stendalì (1960) e La canta delle marane (1962), scritte da Pier Paolo Pasolini, e All’armi siam fascisti (1962), codiretto con il marito Lino Del Fra e con Lino Miccichè.
Ma dire questo di lei è quasi pleonastico. Chiunque si occupi di cultura italiana la conosce come un’autentica protagonista del nostro cinema degli anni ...continua a leggere