Articoli di Carlo Coen

17 May

Roma come Vienna: L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento, di Carlo Coen

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Le migliori opere di Dario Argento dominano il decennio 1970-1980 e non è certamente casuale che la maggioranza dei contributi a lui dedicati si incentrino sul suo primo decennio di produzione; la letteratura critica, che si è spesso accompagnata a numerosi libri-intervista, lo ha classificato molto di frequente come auteur nel senso proprio del termine: i film di Argento sono ampiamente riconoscibili e l’impronta del regista, che esercita un profondo e totale controllo su di essi, pervade l’intera sua opera.
Che si possa o no parlare in modo convenzionale di “Autore”, dunque, quello di Argento è di certo un mondo coerente, riconoscibile al primo sguardo, popolato com’è di gesti rituali ricorrenti, di ossessioni reiterate, di costanti riconoscibili che a volte “confondono” i film del Nostro in un grande magma compatto (Zagarrio 19). ...continua a leggere

 

07 Oct

Il viaggio in Italia di un giovane favoloso, di Carlo Coen

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Approfitto della presentazione de Il giovane favoloso a Toronto, grazie all’Italian Contemporary Film Festival, per aggiungere delle considerazioni alla recensione di Gino Tellini apparsa nel numero 4 dell’Anno II. Il film non ha avuto la diffusione che meritava, qui in Canada: è stato presentato al TIFF nel settembre 2014, ma non ha avuto particolare seguito, soprattutto se lo paragoniamo ad altre opere italiane. Tanto più appare meritoria, quindi, la decisione del Festival di ripresentarlo. ...continua a leggere

 

07 Oct

L’oratoria di Rosi e la parodia di Sciascia: Il contesto e Cadaveri eccellenti, di Carlo Coen

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Le citazioni di Rosi e Pasolini, apparentemente antitetiche, segnano piuttosto due maniere, dubitativa e aperta l’una, provocatoriamente denunciatoria l’altra, di rapportarsi agli eventi del presente. Che ci siano poi delle affinità tra il Pasolini degli Scritti corsari e della “Abiura dalla Trilogia della vita” e l’atteggiamento di Sciascia verso il proprio tempo, è affermazione scontata; tuttavia, tali affinità mettono in luce in modo ancora più evidente come anche Francesco Rosi, con la sua opera da La sfida a Cadaveri eccellenti, appartenga in qualche modo allo stesso modo di sentire. Tutti e tre sono “immersi” nei grandi temi della politica italiana del tempo, pur con le ovvie e riconoscibilissime differenze, e anzi sono lucidamente in grado di precorrerli. ...continua a leggere