Articoli di Antonio Carlo Vitti

27 Mar

Incontro con Giuseppe De Santis, di Antonio C. Vitti

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Giuseppe De Santis, Fondi, 11 febbraio 1917- Roma 16 maggio 1997
Chiamato da tutti quelli che lo conoscevano Peppe è uno dei maestri storici del cinema italiano. Da Fondi contadina che tra gli anni 30 e 40 vide la crescita sincronica di un manipolo di intellettuali destinati ad incidere, variamente, nella cultura italiana, inizia la sua crescita culturale. Accanto al poeta Libero De Libero, questo gruppetto d’intellettuali iniziò il viaggio nell’arte e nella cultura, assieme a De Santis c’erano Dante Di Sarra, Pietro Ingrao e Domenico Purificato. Quando De Santis cominciò a frequentare l’ambiente artistico romano, il poeta De Libero già dirigeva la galleria La Cometa che avrebbe dato vita a quella Scuola romana destinata a diventare uno dei centri della vita artistica della capitale. De Santis pensava di ...continua a leggere

 

25 Mar

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 4 – Anno IV

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Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
Con molto piacere presento il Numero ​4​ - Anno IV (2016) della nostra rivista dedicato interamente a Giuseppe De Santis in occasione del centenario della sua nascita. Nell’ultima parte troverete l’angolo degli studenti italiani delle scuole superiori, i cui interventi sono considerati parte di un nostro progetto realizzato insieme ai docenti italiani per promuovere la conoscenza del cinema italiano tra i giovani e per portare il cinema in tutte le scuole.
Grazie per l’attenzione e buona lettura. ...continua a leggere

Antonio C. Vitti

 
 

24 Dec

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 3 – Anno IV

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Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
con molto piacere presento il numero autunnale del 2016  della nostra rivista dedicata a vari autori e film. Nell’ultima parte troverete l’angolo degli studenti. Oltre a quello dedicato agli studenti post laureati abbiamo creato uno spazio anche per gli studenti italiani delle scuole superiori per promuovere la conoscenza del cinema italiano tra i giovani e per portare il cinema in tutte le scuole.
Grazie per l’attenzione e buona lettura
 
Ne “Il documentario italiano degli anni Cinquanta e Sessanta come «oggetto di discorso storico» e «fonte storica». Il caso Basilicata,” Angela Brindisi, analizza la nascita del documentario italiano in seguito alla legge Andreotti del 1947 voluta per la conquista del consenso popolare. ...continua a leggere

Antonio C. Vitti

 
 

08 Oct

Incontro con Marco Amenta, di Antonio Carlo Vitti

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Che significa per te fare cinema?
Io non ho cominciato facendo cinema, ma facendo foto-giornalismo. Ero spinto dalla voglia di andare in giro per raccogliere delle storie che mi permettessero di conoscere l’essere umano per poi raccontarlo. Il mio era quindi un doppio interesse: volevo scoprire e studiare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, nella sua psicologia e nella sua psiche, e poi volevo raccontarlo. Ho fatto foto-giornalismo prima con il Giornale di Sicilia, poi in Francia con l’Agenzia Gamma e con Libération, per i quali ho realizzato una serie di reportage, fra i quali ricordo quelli sulla la guerra in Jugoslavia e sulla mafia. ...continua a leggere

 

07 Oct

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 2 – Anno IV

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Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
con molto piacere presento il numero estivo del 2016 della nostra rivista dedicata a vari autori e film. Nell’ultima parte troverete l’angolo degli studenti.
 
Grazie per l’attenzione e buona lettura.
 
Grandi film, cinema e storia

“Roma ore 11” di Giuseppe De Santis: una sinfonia architettonica di Sebastiano Lucci
Il saggio su Roma ore 11 di Sebastiano Lucci oltre a inserire il film di De Santis nelle condizioni e contraddizioni di un paese ferito e martoriato, fa rivivere la sincerita’ dei personaggi nella loro complessa umanità, e attraverso il loro desiderio di andare oltre, per guadagnarsi un futuro migliore. ...continua a leggere

Antonio C. Vitti

 
 

18 May

Intervista a Carlo Lizzani, a cura di Antonio Vitti

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A.V.: La ringrazio di avermi concesso questa intervista. Lei oltre ad aver vissuto il neorealismo, è stato uno degli autori, ma ha anche scritto molto e riflettuto su questo discusso fenomeno. Potrebbe brevemente riassumere in che modo la sua ricerca critica si differenzia da quella degli altri critici italiani?
Lizzani: Il neorealismo è stato un movimento complesso che noi stessi italiani abbiamo negato l’esistenza, abbiamo detto che i veri film neorealisti non sono esistiti, che il fenomeno non è esistito nel senso che gli studiosi hanno poi attribuito la legittimità di neorealismo ad alcuni registi, per esempio a Visconti, oppure soltanto a Rossellini. Credo di essere stato tra i pochi ad aver mantenuto ...continua a leggere

 

18 May

Il Permesso, (oppure: Il volto oltre le sbarre – il rischio ci appartiene), soggetto cinematografico di Giuseppe De Santis e Franco Reggiani, a cura di Antonio Vitti

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Premessa
L’antivigilia di Natale del 1986, dieci detenute condannate a gravissime pene per fatti di terrorismo, sono uscite per quattro ore dal carcere di Torino, grazie alla nuova legge penitenziaria Gozzini. Del gruppo facevano parte la famosa Susana Ronconi, condannata all’ergastolo ed altre nove ex-terroriste di Prima Linea e delle Brigate Rosse.
Il permesso era stato accordato per consentire alle detenute di assistere allo spettacolo teatrale “Il volto oltre le sbarre,” alla cui preparazione esse stesse avevano partecipato in carcere, insieme con attori ed animatori della Cooperativa “Teatro Z” ed in quanto si tratta di ex-terroriste appartenenti alla cosiddetta “area omogenea” che raduna i dissociati dalla lotta armata.
La proposta che presentiamo (s’intende tutta da discutere e sviluppare), è quella di ricostruire, in base alle ...continua a leggere

 

17 May

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 1 – Anno IV

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Care lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
con il numero primavera 2016 dedicato ai Grandi Film e a Cinema e Storia si offrono saggi che spaziano su argomenti diversi e su questioni inedite. Nel primo saggio:
Roma come Vienna: L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento di Carlo Coen
Il saggio affronta la “autorialità” di Argento sotto molteplici punti di vista attraverso un’attenta analisi del primo film del regista che pur conservando la struttura narrativa del giallo mostra la sua autorialità.

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Antonio C. Vitti

 
 

16 Apr

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 4 – Anno III

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Care lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
con il numero inverno-primavera 2015-2016 dedicato ai Grandi Film e ai Maestri del cinema italiano si offrono saggi che spaziano su argomenti diversi e su questioni inedite.
Nel primo saggio: Uccellacci e Uccellini: Il “Miracolo a Roma” di Pasolini, il critico e drammaturgo Enrico Bernard non contento dei recenti interventi su Pasolini a quarant’anni dalla tragica morte e deluso dalle poche novità, e dal tono eccessivamente celebrativo, alla domanda su cosa si sarebbe dovuto fare in concreto per ricordare un “mostro sacro” del Novecento? Per dare una risposta alla domanda ha scelto Uccellacci uccellini, per dimostrare che il film rappresenta il risultato di sinergie e collegamenti che implicano la necessità di rapidi spostamenti su diversi piani sia della multimedialità che storico-letterari e ideologici.

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Antonio C. Vitti

 
 

28 Dec

L’itinerario cinematografico di Pier Paolo Pasolini, di Antonio C. Vitti

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Cinema come primo amore
Nel panorama culturale italiano degli anni Sessanta quando Pasolini debutta nel mondo del cinema, la sua figura di intellettuale rappresenta per la moltiplicità di interessi una novità, ampliata anche dal fatto che le sue opere raggiungono clamorosi successi in diversi campi. Il debutto cinematografico di Pasolini è stato mitizzato da Bernardo Bertolucci che aveva anche colto la capacità del neoregista fin dal primo film di potere fare diventare il cinema un suo strumento: “Accattone fu un’esperienza intossicante e drammatica. Dalla mia prima volta sul set vero di un film mi aspettavo di tutto, ma non di assistere alla nascita del cinema. Come si sa, Pasolini veniva dalla letteratura, dalla poesia, dalla critica, dalla filologia, dalla storia dell’arte. I suoi incontri con il cinema erano stati soprattutto da scrittore, qualche bella sceneggiatura l’aveva firmata, ma era un rapporto ...continua a leggere

 

28 Dec

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 3 – Anno III

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Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
mi fa molto piacere presentarvi il terzo numero del 2015 della nostra rivista dedicata a Pier Paolo Pasolini. Nella prima parte troverete due saggi su come utilizzare il cinema nei corsi di lingua.

Insegnare Pasolini? Narrating, Remembering, and Forgetting Forever-Young Pasolini by Simona Bondavalli
In this essay Bondavalli addresses the important questions on Pasolini’s legacy today. The transmission of knowledge and of critical tools to younger generations was a key concern for Pasolini, who started his professional career as a teacher and believed throughout his life in the emancipatory value of (high) culture, however, already in the 1960s his attempts to speak to and for youth, following eighteenth- and nineteenth-century literary models, had to consider young people’s claims to a voice of their own.

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Antonio C. Vitti

 
 

07 Oct

Incontro con Francesco Rosi: Il mio modo di fare cinema, di Antonio C. Vitti

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Sono nato a Napoli nel 1922, l’anno in cui Mussolini e i fascisti hanno cominciato a governare l’Italia. Ho vissuto i primi venti anni della mia vita in una grande città di antica storia e di forti contraddizioni. Napoli è la capitale del Sud, terra tormentata dall’arretratezza e lacerata dalla presenza secolare di criminalità organizzate molto potenti e radicate in tutto il territorio per ragioni culturali e politiche. Ho fatto studi classici e di giurisprudenza. Come molti giovani intellettuali della mia generazione sono cresciuto maturando sentimenti di avversione verso il fascismo. Le mie origini e le mie esperienze di vita quotidiana e intellettuale possono dare una spiegazione dell’impegno sociale e politico che si riscontra nella maggioranza dei miei film ...continua a leggere

 

07 Oct

Alcuni esempi del lungo viaggio cinematografico di Francesco Rosi nell’esplorare il caso Italia e il Meridione, di Antonio C. Vitti

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Francesco Rosi, vincitore di premi in tutti i maggiori festival internazionali, è stato in grado di fare cinema inventando uno stile e un metodo, non si è fermato all’apparenza dei fatti e alle dichiarazioni ufficiali, ma ha esplorato e ricostruito il contesto retrostante. Il regista napoletano ha sempre affermato che i suoi film sono lo specchio della realtà e che lui attribuisce al cinema una funzione di testimonianza. Il suo è un metodo diverso dal neorealismo che secondo C. Lizzani ha portato nuovi personaggi sullo schermo; ...continua a leggere

 

07 Oct

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 2 – Anno III

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I saggi raccolti in questo numero speciale dedicato al Maestro Francesco Rosi, nato a Napoli nel 1922 e scomparso inaspet-tatamente nel 2015, offrono un ampio panorama del cinema del regista napoletano e della sua importanza. Lo scopo di questo numero è di far conoscere ai giovani lettori un regista che ha avuto un ruolo importante e unico nel panorama del cinema nazionale italiano. Innanzitutto, perché ha creato un cinema di denuncia sociale che ancora oggi ha una straordinaria vitalità per chiunque voglia ancorare al presente il travagliato passato storico italiano.

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Antonio C. Vitti

 
 

07 May

Intervista a Giuseppe Tornatore, di Antonio C. Vitti

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Tornatore: Fare cinema per me significa più cose, da un lato è la realizzazione di un mio sogno antico, quello di fare film e, in particolar modo,il regista di film che mi sarebbe piaciuto vedere da spettatore. Fare cinema, però, significa soprattutto esprimere attraverso il linguaggio cinematografico quei sentimenti, quei pensieri che non riesco a esprimere in altri linguaggi. E’ il modo più impegnativo, più personale, più interiore di comunicare con gli altri.
Vitti: Come hai imparato a fare cinema?
Tornatore: Non ho imparato a fare cinema con lo studio, con la scuola, che forse poi è il modo più corretto, ma ho imparato a fare cinema cominciando da ...continua a leggere

 

07 May

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 1 – Anno III

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Cari lettrici e lettori di Luci e Ombre


 
mi fa molto piacere presentarvi il primo numero del 2015 della nostra rivista e sono sicuro che apprezzerete molto la varietà dei temi affrontati. Nella prima parte troverete due saggi su come utilizzare il cinema nei corsi di lingua. Nel primo saggio Sara Mattavelli analizza come utilizzare due commedie contemporanee: Benvenuti al sud e Benvenuti al nord per far capire agli studenti stranieri le differenze culturali italiane. Nel secondo saggio, Patrizia Comello Perry presenta come utilizzare il cinema in corsi di italiano per principianti in un contesto di un “college” urbano dove gli studenti devono completare due semestri di studio di una lingua straniera.

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Antonio C. Vitti

 
 

10 Dec

Incontro con Fred Kowornu, di Antonio C. Vitti

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Fred Kuwornu è un attivista-produttore-scrittore-regista italiano-ghanese, nato e cresciuto in Italia. Si è laureato in Italia con una laurea in Scienze Politiche e Mass media e da Bologna si è trasferito a Roma dove ha iniziato a lavorare come uno sceneggiatore di show televisivi per RAI 1. Si interessa a questioni di etnia, identità nazionale e multiculturalismo nell’Italia contemporanea. Kuwornu ha anche affrontato questi argomenti nel documentario 18 IUS SOLI. Il documentario segue la vita di 18 giovani adulti nati e cresciuti in Italia da genitori provenienti dall’Africa, Asia e America Latina. ...continua a leggere

 

10 Dec

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 4 – Anno II

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Gentili lettrici e lettori,


 
Sono lieto di annunciarvi che il quarto e ultimo numero del 2014 di Luci e Ombre è pronto per essere acquistato. In questo numero troverete quattro saggi sul cinema contemporaneo e uno sul cinema come ambasciatore di dialogo per la pacificazione mondiale. Gian Piero Brunetta, storico del cinema, nel suo saggio, Cinema e diplomazia universale, analizza il ruolo avuto dal cinema nel riabilitare l’Italia dopo la seconda guerra mondiale e discute approfonditamente il ruolo del cinema come stumento e pensiero utopico per la pacificazione mondiale, iniziativa che in Italia portò alla nascita della Mostra del cinema di Venezia che il critico definisce:

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Antonio C. Vitti

 
 

16 Sep

Una visione del mondo e del documentario: incontro con Giovanna Taviani, di Antonio C. Vitti

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Vitti: Che significa per te fare cinema?
Giovanna Taviani: il cinema per me è una finestra aperta sul mondo non un esercizio di stile. Film come Paisà, Germania anno zero, La terra trema hanno raccontato al mondo le macerie del nostro paese mentre inventavano un modo nuovo di fare cinema. Voglio dire che per me fare cinema è prima di tutto fare politica culturale. Per questo quando gli studenti mi chiedono come si fa il cinema, io rispondo che un film non si fa senza ...continua a leggere

 

16 Sep

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 3 – Anno II

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Gentili lettrici e lettori,


 
Sono lieto di annunciarvi che il terzo numero del 2014 di Luci e Ombre è pronto per essere acquistato. Nel perseguire il proposito di trattare sempre argomenti nuovi, senza dimenticare il passato, questo numero affronta molteplici aspetti che riguardano il nuovo documentario italiano, offrendo anche un articolo su Ermanno Olmi e uno sul primo film di Nino Manfredi, insieme a interviste a Giovanna Taviani, Agostino Ferrente e Giovanni Pincigalli, documentaristi che hanno contribuito all’evoluzione del nuovo documentario.

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Antonio C. Vitti

 

24 Apr

Incontro con Francesco Rosi, di Antonio C. Vitti

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Vitti: Volevo brevemente soffermarmi su quelli che ritengo gli aspetti più importanti del film La tregua e non tanto del testo di Primo Levi.
Penso che sia molto difficile per un regista tradurre un’opera come quella di Levi in film, perché l’argomento trattato, rappresenta uno dei momenti più dolorosi della storia umana: l’Olocausto. Rileggendo ...continua a leggere

 
 

24 Apr

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 2 – Anno II

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Cari lettori di Luci e Ombre,


 
sono lieto di annunciare la pubblicazione del II numero del 2014 della nostra rivista online. Nella prima parte di questo numero,

Cinema italiano contemporaneo

, troverete sei saggi su La grande bellezza di Paolo Sorrentino. L’idea di pubblicare una sezione di interventi divisi tra pareri positivi e negativi precede la conquista del premio Oscar da parte del film di Sorrentino, era nata dopo la controversa accoglienza della critica italiana. I saggi scelti olte a concentrarsi sulla vasta cultura letteraria e cinematografica sottostante al film, lo analizzano concentrandosi sul testo stesso e sulle immagini e sui rimandi socio-politici.

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Antonio C. Vitti

 

22 Feb

Incontro con Peter Lilienthal, di Antonio Vitti

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Vitti: So che a lei non piace parlare del suo passato, e so che non le piace essere nostalgico, ma potrebbe dirci qualcosa sulla sua formazione in Germania e di quando si è trasferito in Uruguay?
Lilienthal: Non ho avuto una vera e propria formazione in Germania, perché era troppo difficile per un bambino. ...continua a leggere

 
 
 

22 Feb

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 1 – Anno II

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Gentili amiche e amici,


 
Sono lieto di annunciarvi che il primo numero del II anno di Luci e Ombre è pronto per essere letto. Nel perseguire il proposito che ha dato vita a questa rivista online, questo numero affronta molteplici aspetti che riguardano gli studi, le curiosità, le nuove tendenze, la diffusione sennonché la semplice passione per la cultura cinematografica italiana. In questo numero nella prima parte troverete tre saggi sul cinema italiano contemporaneo. Il primo saggio dello studioso Giacomo Manzoli, consiste di una nuova ricerca, un work in progress, che riguarda l’analisi delle forme del cinema italiano contemporaneo da una prospettiva socio-pragmatica.

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di Antonio C. Vitti

 

22 Feb

Incontro con Carlo Lizzani, a cura di Antonio Vitti

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In questa carrellata sulla mia vita, che mi fa apparire un po’ come un personaggio alla “Zelig”, c’è ancora da aggiungere che io sono anche Major of the United States Army. Ho anche il tesserino. Vi starete chiedendo come io, un italiano, possa essere un graduato dell’esercito degli Stati Uniti. Era il 1971, io ero un appassionato di documentari e avevo una gran voglia di scoprire il Mondo attraverso il cinema. In quegli anni ...continua a leggere

 

22 Feb

Lezione sul Neorealismo: intervento di Vittorio Taviani, a cura di Antonio Vitti

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Paolo ha ottant’anni ed io ne ho ottantatré, ai tempi del Neorealismo, quindi, eravamo dei ragazzini.
Nel 1947-48 l’Europa si era appena liberata dal nazismo e dal fascismo. La guerra era terminata da poco ed era passata dalla nostra bella cittadina toscana, San Miniato, lasciandosi dietro morti e macerie. La nostra casa è stata la prima ad esser distrutta, perché mio padre era uno dei pochissimi anti-fascisti ...continua a leggere

 

21 Feb

Lettera dall’editore, di Antonio Vitti – Numero 4 – Anno I

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Cari lettori di Luci e Ombre,


 
per chi avrà la curiosità di leggere il IV numero della nostra rivista online, nella prima parte troverà tre saggi sul cinema politico italiano contemporaneo. Il primo: Intellettuali e politici della seconda repubblica nelle commedie di Paolo Virzì di Maura Bergonzoni, traccia la figura dell’intellettuale di sinistra che si ripresenta nei film del regista toscano presi in esame. Secondo l’autrice, queste determinate caratteristiche attingono dalla cultura gramsciana e probabilmente sono anche influenzate dalla produzione pasoliniana, e confermano un interesse da parte del regista nel definire un ritratto della politica italiana della seconda repubblica e in particolare della sinistra che si è vista investire dall’ondata del fenomeno Silvio Berlusconi e da Forza Italia prima, e poi da Popolo delle Libertà.

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di Antonio C. Vitti

 

21 Feb

Portella delle Ginestre: soggetto cinematografico del 1959, di Giuseppe De Santis e Felice Chilnuti, a cura di Antonio Vitti

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Il dopoguerra ha avuto luogo in Sicilia nell’estate del 1943, quando mancavano ancora quasi due anni alla fine della guerra sul territorio italiano.
Ai primi di luglio, quando sbarcarono gli alleati, il fascismo era ancora al governo; intere province siciliane vennero occupate dagli americani prima del 25 luglio e della caduta legale del ...continua a leggere